Dal corteo di Parma, la voce del presidente di Coldiretti Veneto, Carlo Salvan: “Chiediamo maggiore rigore scientifico nella valutazione dei nuovi alimenti per tutelare la salute degli italiani”
Il corteo è partito questa mattina da Parco 1° maggio, a Parma, e arriverà fino alla sede dell’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare), l’ente che esamina le richieste di autorizzazione dei novel food: una marea gialla di 20mila agricoltori Coldiretti sta infatti manifestando lungo le vie parmensi, per 3,5 chilometri, per chiedere piu sicurezza alimentare, alla presenza del presidente nazionale Ettore Prandini e del segretario generale Vincenzo Gesmundo.
Non ci sono trattori né fischietti, ma tante bandiere gialle di Coldiretti quelle blu dell’Unione Europa che sventolano insieme al tricolore, tengono a sottolineare gli organizzatori. Dal Veneto, sono arrivati a Parma in 3.500. “Chiediamo maggiore rigore scientifico nella valutazione dei nuovi alimenti per tutelare la salute degli italiani”, spiega il presidente di Coldiretti Veneto, Carlo Salvan.
Sul tema, spiegano da Coldiretti, la comunità scientifica è concorde nel segnalare i rischi legati ai cibi ultraformulati, considerati l’anticamera dei cibi creati in laboratorio e sollecita ulteriori approfondimenti su sicurezza, valore nutrizionale e impatto sulla salute a lungo termine, ribadendo la necessità di procedere con prudenza. Â
Nel dibattito sui cibi creati in laboratorio, infatti, la richiesta di Coldiretti è proprio questa: nessuna opposizione al progresso, ma vi è la necessità di “un approccio responsabile e coerente con i valori europei”.  Da qui lo slogan scelto, “Facciamo luce”.
Per l’occasione, Coldiretti ha anche lanciato la campagna digitale #facciamoluce per informare i consumatori sui potenziali rischi di questi prodotti e promuovere un’alimentazione consapevole, radicata nella tradizione agricola italiana: attraverso sticker simbolici a forma di lampadina e contenuti mirati, l’iniziativa invita a riflettere su ciò che arriva sulle tavole di ognuno e a dare voce ai dubbi sollevati dalla comunità scientifica.



