Sono due i suicidi avvenuti in due giorni a Verona, nel carcere di Montorio. Esplode il dibattito politico in Veneto
“Senza un rafforzamento dell’organico non si può garantire sicurezza né ai detenuti né agli operatori”. Lo dichiara il presidente della Regione Veneto Luca Zaia a seguito del secondo suicidio nel carcere di Verona.
“Due suicidi in meno di quarantotto ore sono una tragedia che impone una riflessione profonda” aggiunge il presidente rivolgendo il proprio pensiero “alle famiglie dei detenuti che hanno vissuto questo dramma e agli agenti di polizia penitenziaria, che ogni giorno operano in condizioni difficilissime”.
Un tema di cui si parla poco nell’immobilismo generale. Adesso, secondo Zaia “con questo governo, si sta imprimendo una svolta importante”. Per il presidente “la priorità assoluta è l’immissione di nuovo personale negli istituti penitenziari”.
È fondamentale accelerare il rafforzamento dell’organico, per il quale Zaia ringrazia “il ministro Nordio per l’impegno con cui sta portando avanti un vero cambio di passo e il sottosegretario Ostellari per la costante attenzione agli istituti del Veneto”.
Nonostante la svolta positiva “ora bisogna proseguire con determinazione” continua Zaia, ribadendo l’importanza di affrontare il problema del sovraffollamento: “Se servono nuovi posti, che si costruiscano nuove strutture, anche in Veneto“.
“Le istituzioni venete sono pronte a fare la loro parte. Questa è una battaglia di civiltà e democrazia che non può più essere rinviata e il Veneto darà tutto il supporto necessario per portare avanti questo cambiamento” conclude Zaia.
“Carenza di politiche sociali e supporto psicologico per i detenuti”
A sottolineare che la detenzione non è solamente mero sconto della pena ma anche “un’opportunità di rieducazione attraverso il lavoro” la capogruppo del Movimento 5 Stelle al Consiglio regionale Erika Baldin.
L’esponente 5 Stelle focalizza l’attenzione “attorno alla carenza di politiche sociali e di supporto psicologico per le persone detenute” chiedendo “la convocazione del Garante per le persone private della libertà, durante una seduta congiunta della I e della V Commissione consiliare permanente, in seguito ai due suicidi accaduti in 48 ore, e avvenuti nel carcere veronese di Montorio. Davanti a questi fatti, che si susseguono incessantemente non si possono più attendere i rinforzi ‘da Roma’, bensì occorre cambiare politica carceraria”.
È inaccettabile che “una persona di settant’anni, con fine pena nel 2030, decide di farla finita così. Se questa è la condizione dei penitenziari, hanno fallito la politica, la sicurezza, i servizi sociali” continua Baldin.
Anche per Baldin è fondamentale risolvere il problema del sovraffollamento, “il numero delle persone recluse scoppia, è urgente individuare misure alternative e riconsiderare la portata di reati minori. Nella sola prigione di Montorio le persone detenute sono 595, a fronte di una taratura di 318 consentite, e anche il numero degli agenti di polizia penitenziaria è sottodimensionato”.
È assolutamente necessaria una riforma del sistema, “dal momento che in meno di tre mesi sono stati già venti i suicidi in carcere, tra i quali pure un operatore – conclude Bardin – .Se il governo ha a cuore l’incolumità delle persone, lo dimostri. Altrimenti viene da pensare che, per loro, un detenuto è solo un elemento da togliere dalla circolazione e basta“.
“La situazione nelle carceri in Veneto è grave e inaccettabile”
Sul problema di Montorio interviene anche Andrea Martella, segretario regionale del Pd in Veneto, che si batte per l’intervento del governo : “Il governo e in particolare il ministro della giustizia non possono rimanere indifferenti, servono quegli interventi urgenti e immediati che chiediamo da due anni”. Per questo il segretario Pd ha presentato un’interrogazione parlamentare.
Anche Martella d’accordo sulla priorità del dover risolvere sia la carenza di personale che il problema del sovraffollamento, spiega come “la polizia penitenziaria lamenta una cronica carenza di organico, con 318 operatori a fronte dei 420 necessari. Mancano spazi, personale sanitario, la possibilità di svolgere attività e laboratori”.
Questa gestione stride con il principio costituzionale della funzione rieducativa del carcere. Servono interventi urgenti per garantire sicurezza ai detenuti e ai lavoratori. Dunque, il segretario Pd chiede “al ministro Nordio di intervenire per risolvere l’emergenza sovraffollamento delle carceri venete e per affrontare in maniera complessiva le carenze di organico del personale della polizia penitenziaria e degli operatori socio sanitari” conclude Martella.


