Un detenuto di 69 anni si è tolto la vita nel carcere di Montorio a Verona
È il 18esimo suicidio nei penitenziari italiani dall’inizio dell’anno, cui si aggiunge anche quello di un operatore. “Un dramma e una sconfitta per tutti” dice il senatore Andrea Martella, segretario regionale del Pd in Veneto.
Il carcere di Montorio soffre di un pesante sovraffollamento, “una situazione purtroppo in linea con la media dei penitenziari del Veneto, che vedono un affollamento medio del 144%, tra i più alti d’Italia” – riporta il senatore -. È una condizione drammatica, che abbiamo più volte denunciato e che confligge apertamente con la funzione rieducativa della pena sancita dalla Costituzione”.
Una situazione, secondo il senatore, trascurata dal governo. Infatti “molti provvedimenti del governo Meloni – spiega Martella – stanno invece aggravando ulteriormente il sovraffollamento e la situazione carceraria, anche negli istituti per minorenni”.
Il Pd continuerà a chiedere al governo misure alternative e “interventi per potenziare gli organici, migliorare le condizioni strutturali degli istituti di pena, garantire il pieno rispetto del dettato costituzionale sul fine rieducativo della pena e insieme la sicurezza e migliori condizioni di vita per i detenuti e per il personale della polizia penitenziaria” conclude Martella.
“Ancora un suicidio: inaccettabile in un Paese civile”
Sulla tragica situazione dei suicidi è intervenuta anche la consigliera regionale del Partito democratico Anna Maria Bigon con una nota: “Sembra davvero che, dopo tante promesse, nulla cambi”.
“Il nuovo caso di un detenuto che si è tolto la vita nella Casa Circondariale veronese – ha spiegato Bigon –è testimonianza degli interventi urgenti necessari a Montorio. A partire dalla carenza di personale sanitario interno, ad esempio la presenza di un solo psicologo per tutti i detenuti di questo carcere che scoppia per sovraffollamento: un dato macroscopico di inadeguatezza. Ma anche l’attività lavorativa e formativa risulta essere carente e svolta da un numero esiguo di detenuti”.
I dati evidenziavano “la presenza di soli quattro medici di guardia, per un totale di 24 ore settimanali; nove infermieri per 36 ore alla settimana; un medico infettivologo per 3 ore alla settimana; uno psicologo psicoterapeuta per 25 ore alla settimana – ha proseguito la consigliera -. Numeri davvero esigui a fronte di oltre 500 detenuti, peraltro in un carcere progettato per ospitarne 300″.
L’esponente democratica ha confermato la necessità dell’intervento del Governo, spiegando che “la Giunta regionale deve attivarsi al più presto per quanto di sua competenza e sollecitare il Governo. Devono spiegarci quali provvedimenti hanno preso durante quest’anno per rendere sostenibile la vita dei detenuti in carcere. Questa scia di morti è assolutamente inaccettabile per un Paese che ambisce a definirsi civile” ha concluso Bigon.


