Il dibattito sul riarmo dell’Europa a seguito di un progressivo sfilamento degli Usa investe anche il Veneto. Diverse le reazioni degli esponenti politici regionali.
La Lega “contro la guerra. Investiamo in pace, per il lavoro e le imprese” dichiara il presidente di Lega – Liga veneta, Alberto Villanova, durante la riunione del consiglio regionale. “Lavoro, imprese, immigrazione. Le priorità dell’Europa dovrebbero essere queste, non le armi. Ecco perché siamo orgogliosi di aver detto no, come Lega, unico partito italiano di centrodestra, all’ordine del generale Ursula“ continua il presidente. “Non si può accettare di essere uniti solo invocando uno stato di emergenza, per spendere 800 miliardi di euro per le armi. L’Europa è nata sulle ceneri di due conflitti mondiali”.

“La scelta di Ursula, già dall’assurdo nome Rearm Europe scelto per questo piano straordinario, riporta le lancette dell’orologio della storia ai tempi della guerra fredda” commenta Villanova. Secondo il presidente il voto di ieri a Strasburgo segna uno spartiacque, infatti “l’Europa dei diritti, del lavoro, dei popoli, deve investire sulla pace ed il progresso. Temi che la sinistra, con il voto di ieri, ha gettato a mare, dilaniandosi in un ‘si, no, forse’ che ha del ridicolo” conclude.
“Europa punta sulle armi, noi sul futuro dei cittadini“
Interviene sul tema del riarmo anche il consigliere regionale del Veneto Marco Dolfin (Lega – Liga Veneta), mettendo in discussione la scelta dell’UE di destinare 800 miliardi di euro “mentre famiglie e imprese affrontano difficoltà sempre maggiori, questa decisione, rappresenta uno spreco ingiustificato di risorse pubbliche”.
Anziché rispondere “alle reali esigenze dei cittadini, Bruxelles continua a seguire una politica che guarda al passato. Mancano fondi per sostenere imprese, ridurre la pressione fiscale e arginare l’immigrazione irregolare, ma quando si parla di armi i soldi appaiono come per magia” commenta il consigliere.

Anche per Dolfin quindi, Il voto di Strasburgo evidenzia una spaccatura profonda, che divide “da un lato chi vuole un’Europa prospera e pacifica, dall’altro chi sceglie di finanziare un’escalation militare”.
Il consigliere evidenzia un’ incoerenza dimostrata dalla sinistra, divisa tra favorevoli e astenuti “incapace di prendere una posizione netta sulla questione. Noi della Lega, invece, siamo stati chiari: il futuro dell’Europa deve essere costruito sulla stabilità economica e sulla sicurezza sociale, non sulle armi e sulle guerre” conclude Dolfin.
Baldin (5 stelle): “Risoluzione in consiglio regionale”
“Il piano ReArm EU sarà discusso anche dal Consiglio regionale del Veneto”. Lo annuncia la capogruppo del Movimento 5 Stelle Erika Baldin che spiega: “Depositerò una risoluzione che intende mobilitare l’aula attorno ai temi fondamentali della sicurezza europea e nazionale: personalmente e politicamente trovo sbagliata e inadeguata la campagna, annunciata dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, per il riarmo degli eserciti nazionali che comporta ulteriori indebitamenti per 800 miliardi. E trattandosi di una decisione importante, che impatterà sulle vite quotidiane delle cittadine e dei cittadini europei, è opportuno che anche chi rappresenta l’elettorato veneto si esprima in materia. Il testo della risoluzione è stato intanto inoltrato a tutte le consigliere e i consiglieri regionali, onde ottenere la loro sottoscrizione”.
“In epoca di recessione, di continui tagli alle politiche sociali e aumenti spropositati della spesa per le utenze private e industriali, specialmente riguardo il gas – prosegue la capogruppo – è una follia anche solo pensare di dirottare risorse all’acquisto di missili, bombe, aerei militari e sofisticati sistemi di cyber difesa. Il recente smarcamento di Trump dal solco dell’alleanza atlantica e la persistente minaccia russa non possono distogliere dal primo obiettivo, ovvero il cessate il fuoco in Ucraina, sotto l’egida delle Nazioni Unite: a questo dovrebbe servire la diplomazia europea, non certo a spendere i Fondi di Sviluppo e Coesione nelle commesse alle industrie di armi”.
L’esponente del M5S auspica “La ripresa di negoziati che riconoscano la sovranità ucraina e l’autonomia per le minoranze russofone: lo scopo di questa risoluzione è impegnare appunto il governo centrale a usare la propria autorevolezza per ottenere il cessate il fuoco quale obiettivo più vicino e primario. Ricordo che il progetto della von der Leyen ha spaccato trasversalmente le coalizioni e le singole forze politiche nel Parlamento europeo, ma non il Movimento, da sempre convintamente contrario al riarmo. Piuttosto, ho letto che il presidente Zaia, già obiettore di coscienza, ha più volte espresso nelle occasioni pubbliche un punto di vista diffuso tra le cittadine e i cittadini veneti: no alla guerra, sì alla diplomazia. Gli chiedo quindi di tenere fede a tale assunto. Anche perché la stessa economia della regione ha pesantemente risentito degli effetti dell’invasione russa, sotto molti aspetti: ad esempio, le esportazioni di merci verso la Federazione Russa, dal momento che il Veneto era tra i primi cinque esportatori in quel mercato; inoltre, la perdita del flusso turistico dalla Russia, particolarmente evidente a Venezia, nelle città d’arte, lungo il litorale e nelle località di montagna. Poi il doveroso impegno all’accoglienza e all’ospitalità nei confronti di un elevato numero di donne e di bambini rifugiati dai territori invasi. Ma soprattutto, come la popolazione sa bene, le bollette schizzate alle stelle. Anche per questo manifesteremo il 5 aprile a Roma, e invito la cittadinanza a partecipare”.



