Il commento del presidente Zaia sull’arresto dei due minori a Padova avvenuto lo scorso fine settimana
“L’operazione della Questura di Padova è un segnale chiaro contro la criminalità minorile. Non possiamo tollerare che alcuni giovani, facendosi scudo della loro età, commettano violenze e sopraffazioni pensando di restare impuniti” commenta il presidente della regione Veneto, Luca Zaia, in merito all’arresto dei due minori avvenuto a Padova tra il 7 e l’8 marzo.
I due giovani si trovano ora in custodia cautelare nel carcere minorile Santa Bona di Treviso, in attesa della sentenza definitiva. Oltre ai numerosi capi di accusa, tra cui aggressioni, rapine e minacce, i due minori sono stati accusati di due rapine avvenute lo scorso luglio a Jesolo e di una avvenuta ai danni di un coetaneo a Padova lo scorso agosto.
Sostenendo l’intervento delle forze dell’ordine, il presidente Zaia ricorda che la giustizia deve intervenire “con determinazione, applicando pene severe anche a chi, pur non maggiorenne, dimostra un’attitudine criminale inaccettabile”.
Infatti, i due giovani si sono contraddistinti per l’aggressività e spregiudicatezza delle loro azioni, in cui il livello di violenza emerso “è allarmante. Non possiamo permettere che giovani vittime di questi bulli vivano nella paura” continua Zaia.
Dunque, il lavoro delle istituzioni è fondamentale, queste “devono essere inflessibili: chi sceglie la violenza deve risponderne davanti alla legge, senza attenuanti. E il messaggio deve arrivare forte non solo ai responsabili, ma anche alle loro famiglie, che devono essere consapevoli e responsabili delle azioni dei propri figli” prosegue il presidente.
Ringraziando la questura di Padova, il questore Marco Odorisio, la squadra mobile e l’autorità giudiziaria per la determinazione con cui hanno affrontato l’emergenza, il presidente Zaia conclude: “il loro impegno restituisce sicurezza alla comunità. È fondamentale continuare a contrastare con fermezza le baby gang, per tutelare la legalità e non far sentire sole le vittime di questi giovani criminali”.



