Domani anche l’incontro tra le parti per discutere del futuro della sede di Colognola ai Colli. I sindacati: “Borromini e Vetrerie Riunite hanno un debito nei confronti del territorio e dei lavoratori”
Sarà una giornata molto importante, quella di domani, per i lavoratori e le lavoratrici della Borromini e delle Vetrerie Riunite di Colognola ai Colli: alle 11, infatti, si terrà l’incontro presso Veneto Lavoro a Mestre fra i rappresentanti dei fondi portoghesi proprietari delle due aziende, i referenti della Regione, Filctem Cgil, Fiom Cgil e RSU.
In attesa di risposte, dalle 10.30 si terrà anche un presidio, proprio sotto la sede di Veneto Lavoro, da parte dei lavoratori e delle lavoratrici, che saranno in sciopero dopo che, dallo scorso 7 marzo, è partita la procedura di riduzione del personale anche alle Vetrerie Riunite, come già accaduto in Borromini. Sono infatti previsti 49 esuberi tra i dipendenti a tempo indeterminato e anche il futuro dei 70 lavoratori in somministrazione pare tutto fuorché roseo, come ricordano Fiom e Filctem. “Non possiamo che condannare la poca trasparenza dell’azienda e la mancata serietà dimostrata nei comportamenti delle ultime settimane e delle decisioni intraprese nonostante le rassicurazioni date ai tavoli istituzionali”, affermano infatti le due sigle.
Vetrerie Riunite e Borromini: dall’acquisto alla crisi
Alla fine del 2023 Vetrerie Riunite e Borromini sono state acquisite dai fondi portoghesi Tangor e Teak Capital, ma a poco più di un anno dall’acquisizione il sito di Colognola ai Colli si ritrova ora prossimo allo smantellamento: dapprima è stata infatti annunciata la chiusura di Borromini e poi gli esuberi in Vetrerie Riunite, a seguito della decisione di procedere allo spegnimento di un forno.
La motivazione data dall’azienda per i licenziamenti previsti è quella di dover contenere i costi di produzione, anche a fronte di una riduzione del mercato e della forte concorrenza estera, “si scontra con una realtà che ha visto nel corso degli ultimi anni la mancanza di investimenti in tecnologia e automazione, indebolendo ulteriormente le capacità competitive nei confronti dei concorrenti”, sottilineano Fiom e Filctem.
“Questi investimenti, da quanto abbiamo potuto capire, sono stati fatti per delle acquisizioni in Cina e pertanto abbiamo il ragionevole sospetto che i piani industriali fino a oggi nascosti, prevedano che il sito di Colognola ai Colli non rientri tra i progetti di sviluppo del gruppo Vetrerie Riunite né di Borromini – affermano i segretari generali della Fiom e della Filctem di Verona -. Auspichiamo che nella giornata di giovedì le istituzioni possano mettere un freno alle decisioni scellerate della proprietà. Riteniamo, che a fronte degli aiuti pubblici erogati negli ultimi anni, il Gruppo Vetrerie Riunite e Borromini abbiano un debito nei confronti del territorio, ma soprattutto ha un debito nei confronti dei lavoratori che hanno portato il Gruppo Vetrerie Riunite e la Borromini ad essere un’azienda leader nel mercato e che oggi sono stati definiti semplicemente degli esuberi”.


