Ancora truffe agli anziani: le due responsabili venivano dalla provincia di Napoli, una delle due aveva già precedenti per truffa ed era sottoposta all’obbligo di dimora nel suo comune di residenza
Continuano le truffe ai danni dei più fragili ma, con esse, anche le operazioni di contrasto da parte delle forze dell’ordine. L’ultimo caso è avvenuto nel comune di Correzzola, dove nei giorni scorsi una signora sessantenne ha rischiato di vedersi sottrarre i propri gioielli con la truffa ormai ben nota del “finto carabiniere”.
La chiamata del “finto carabiniere”
La donna aveva ricevuto una chiamata da un uomo che si era qualificato come “colonnello dei Carabinieri” e che le aveva comunicato che l’anziano padre aveva investito una donna incinta di 8 mesi che ora versava in condizioni gravi. In preda al panico, la signora aveva dunque passato la cornetta al marito, al quale il sedicente colonnello aveva detto di presentarsi immediatamente all’ospedale di Padova per raggiungere l’anziano suocero.
Così l’uomo era uscito per recarsi come richiesto all’ospedale, lasciando la moglie in casa da sola con la nipotina di 5 anni. La donna, ormai sempre più agitata e impaurita, era quindi rimasta al telefono con il finto carabiniere, che l’aveva avvertita del fatto che sarebbe stata contattata dall’avvocato d’ufficio dell’anziano genitore e, dopo pochi minuti, infatti, era stata chiamata proprio da questo sedicente legale.
L’altrettanto finto avvocato aveva dunque incalzato la signora, facendole credere che, per evitare il carcere all’anziano genitore, avrebbe dovuto pagare una somma di 12.000 euro in contanti che la sessantenne tuttavia ha dichiarato di non avere in casa, sentendosi così proporre come alternativa la cessione di gioielli o monili in oro.
La tentata estorsione
La donna così, dopo aver descritto telefonicamente quali gioielli aveva in casa, aveva preparato una busta contenente le due fedi nuziali, alcuni anelli, due collane d’oro, alcuni bracciali e orecchini, attendendo che la collaboratrice dell’avvocato venisse a ritirarli nel primo pomeriggio, come da accordi.
E così è stato: è passata una donna a ritirare i gioielli, ma è stata prontamente bloccata all’ingresso dell’abitazione dagli agenti della Polizia, insieme alla complice, che fungeva da “palo” e che l’attendeva in auto. Le due donne, condotte poi in Questura, sono state arrestate per tentata estorsione nei confronti della donna.
La finta collaboratrice dell’avvocato, una 35enne della provincia di Napoli, con precedenti per truffa, era già sottoposta alla misura dell’obbligo di dimora nel comune di residenza, misura tuttavia chiaramente violata. L’altra donna invece era una 28enne incensurata della provincia di Napoli.
Ora le due donne si trovano nella Casa Circondariale di Verona, a disposizione della Procura della Repubblica di Padova.



