Zanoni (EV): “Nella sola Castelfranco sono a rischio ben 170 dipendenti, grave che Berco non si presenti ai tavoli con le istituzioni e i sindacati”
Due giorni di sciopero, assemblee sindacali e sit-in di fronte alle sedi della Berco, compresa quella di Castelfranvo Veneto: troppi i lavoratori già a rischio di perdere il posto, troppi anche quelli preoccupati che presto possa accadere anche a loro. La vicenda legata alla crisi dell’azienda che produce parti sottocarro per macchine da miniera e veicoli cingolati si fa sempre più complessa.
Mantovan: “Incontro tra Berco e sindacati senza cambi di atteggiamento, continua il nostro impegno per trovare soluzioni strategiche”
E così l’assessore al Lavoro della Regione Veneto, Valeria Mantovan, non può che esprimere la propria vicinanza “personale e istituzionale alle lavoratrici e ai lavoratori di Berco”. “Le crisi aziendali sono un’occasione difficile in cui però le aziende possono dimostrare resilienza – ha dichiarato Mantovan – . Purtroppo in questo caso, dopo un avvio incoraggiante e un percorso definito con le istituzioni e le parti sindacali in sede nazionale presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, abbiamo visto l’azienda rompere le trattative e comunicare decisioni unilaterali“.

“Lo sciopero di due giorni presso le sedi Berco di Castelfranco Veneto e Copparo – ha proseguito l’assessore – è la logica conseguenza rispetto alle due comunicazioni aziendali riguardanti prima la revoca del contratto integrativo e poi il licenziamento di 247 lavoratori dello stabilimento emiliano. Devo però sottolineare che è anche dovuto alla chiusura a un confronto vero da parte dell’azienda che, ricordiamo, ha anche disertato l’ultimo incontro al MIMIT. Anche l’incontro odierno (ndr. di ieri, 25 febbraio 2025) tra azienda e sindacati non ha registrato cambi di atteggiamento da parte dei vertici aziendali“.
“L’auspicio è che il richiamo al rispetto delle istituzioni, alla responsabilità sociale e alla capacità di confrontarsi per raggiungere soluzioni condivise possa avere effetto nei confronti di Berco o di ThyssenKrupp, il gruppo tedesco a cui appartiene. Come Regione del Veneto – ha concluso Mantovan – Mantovan – ribadiamo il nostro impegno a facilitare la costruzione di soluzioni di respiro strategico, che vadano oltre il mero taglio dei costi del personale”.
Zanoni (EV): “170 famiglie a rischio solo a Castelfranco Veneto, indispensabile la presenza nazionale della Regione”
Mentre l’assessore regionale era impegnata a seguire la situazione elaborando possibili soluzioni, al sit-in dei dipendenti di Castefranco Veneto invece ha partecipato Europa Verde, nella figura del consigliere regionale Andrea Zanoni, per portare la propria vicinanza ed esprimere chiare posizioni contro i licenziamenti in Berco.

Zanoni ha quindi poi incontrato a Venezia l’assessore Mantovan. “Trovo particolarmente grave che l’azienda non si presenti ai tavoli con le istituzioni e le rappresentanze sindacali, incluso il tavolo convocato dal Ministero per fare chiarezza sulla crisi aziendale – ha sottolineato il consigliere – . Dal futuro degli assetti occupazionali della Berco non dipende solamente il destino dell’economia e dei lavoratori della zona di Castelfranco Veneto, ma anche quello degli altri dipendenti dell’azienda sparsi nelle altre province venete, come quelli di Vicenza e Padova”.
“I numeri sono impietosi, nella sola Castelfranco sono a rischio ben 170 dipendenti, ovvero, 170 famiglie – ha aggiunto Zanoni – . I sindacati continuano a chiedere il ritiro della procedura di esubero e l’utilizzo degli ammortizzatori sociali per evitare azioni unilaterali a danno dei lavoratori e delle lavoratrici. Per questo è indispensabile una presenza forte della Regione a livello nazionale, per tutelare i diritti dei lavoratori e l’economia di un territorio che va ben oltre i confini della Castellana. Tutto questo avviene mentre il Consiglio regionale discute la proposta di legge della Giunta per attrarre nuovi investimenti in Veneto“.
Cestari (Lega): “La scelta della Berco avrebbe un impatto sul territorio per decenni”
“Sarebbe un vero disastro per l’occupazione in Polesine se la Berco, azienda radicata da decenni in Veneto e in Emilia-Romagna dovesse davvero chiudere i battenti – ha voluto ribadire anche Laura Cestari, consigliere regionale polesana di Lega – Liga Veneta –. L’azienda ha il dovere di riflettere sulle possibili conseguenze di una scelta che avrebbe un impatto sul territorio per decenni“.

“Il mio Polesine ha bisogno di sviluppo e di aziende che credano nel nostro territorio. Il rischio è che i lavoratori polesani si ritrovino nei prossimi giorni senza più un lavoro – ha proseguito Cestari –. Come Regione del Veneto sono stati aperti più volte dei tavoli di crisi per cercare delle soluzioni che potessero evitare le procedure di licenziamento in entrambi i siti industriali. Personalmente ho seguito sin dall’inizio le vicende di crisi aziendale anche scendendo a Roma o manifestando sul sito industriale al fianco dei lavoratori offrendo la mia solidarietà. E come più volte ho sottolineato la crisi della Berco di Copparo, con una gran parte di lavoratori provenienti dalla provincia di Rovigo rischia di diventare una vera e propria bomba sociale“.
“Ricordo anche la risoluzione che ho presentato in Consiglio regionale del Veneto anche a tutela del preannunciato licenziamento di 480 lavoratori della Berco e tra questi 150 polesani – ha concluso la consigliera –. Non c’è più tempo da perdere: l’azienda cambi atteggiamento e si sieda al tavolo della trattive per il bene di tutti“.



