Trasferito il reparto di Ginecologia e Ostetricia dal Ca’ Foncello alla nuova Cittadella della Salute di Treviso. Zanoni e Masolo (Europa Verde): “Insostenibile carenza di personale“
Lo scorso 11 gennaio è avvenuto il trasferimento del reparto di Ginecologia e Ostetricia dal Ca’ Foncello alla nuova Cittadella della Salute di Treviso.

Ampliato rispetto al precedente, il nuovo reparto, dispone di 10 sale parto, 2 sale operatorie dedicate al taglio cesareo, nonché 14 posti in patologia neonatale e 10 in terapia intensiva neonatale, per un totale di 50 posti letto.
Andrea Zanoni e Renzo Masolo, consiglieri regionali di Europa Verde, commentano: “Bene l’ampliamento; tuttavia, rimane poco di cui gioire: infatti, il sindacato Nursing Up Treviso ha denunciato la grave e insostenibile carenza di personale nel reparto di Ostetricia, nonostante le recenti assunzioni. Provate e preoccupate dalla situazione, ben 38 professioniste hanno steso nero su bianco quanto il reparto sta vivendo, con una lettera indirizzata al Presidente Luca Zaia”.
Il Direttore generale dell’Ulss 2 ha riconosciuto le criticità, secondo quanto riportano i due consiglieri: “Ha giustificato la carenza di personale con la gravidanza di 5 dipendenti. La situazione, già grave, peggiora ulteriormente nei casi di malattia tra lo staff“.
“Particolarmente delicata la situazione in sala parto” commentano Zanoni e Masolo: “L’ampliamento del reparto rischia di divenire deleterio senza le necessarie risorse umane a presidiarlo. A pagarne le conseguenze sono i cittadini che rivolgono al reparto, ma anche il personale stesso a causa della complessa gestione dei turni, specialmente notturni, nonché la fruizione di riposi e ferie da parte del personale“.
I due consiglieri veneti hanno presentato un’interrogazione in Consiglio regionale rivolta all’Assessore regionale alla sanità: “Per sapere quali misure attenda adottare, se in sede di trasferimento sia stato valutato correttamente il numero di personale necessario al funzionamento del reparto, quali i tempi previsti per un funzionamento a tutti gli effetti del servizio e se siano state previste forme di incentivazione o misure specifiche per attrarre e trattenere il personale ostetrico, vista la criticità del settore”.


