Coldiretti Padova presenta i dati della viticoltura: difendiamo il nostro patrimonio, tra Colli Euganei e pianura abbiamo 8.500 ettari vigneto, 3.400 aziende e oltre 1,1 milione di quintali d’uva all’insegna dell’origine e della qualità.
“Basta con la follia tutta ideologica delle etichette allarmistiche sul vino. Siamo preoccupati perché la proposta UE rischia di danneggiare un settore fondamentale per l’agricoltura europea e veicolo di cultura nel mondo. Anche i viticoltori padovani si schierano contro queste scelte senza fondamento scientifico, che non distinguono tra consumo consapevole e abuso”. Così Roberto Lorin, presidente di Coldiretti Padova, si fa portavoce della netta opposizione all’ipotesi dell’esecutivo dell’Unione Europea di apporre delle scritte sulle bottiglie per scoraggiare i consumi, oltre ad aumentare la tassazione.
“Non è certamente l’Europa che vogliamo né quella che vogliono le nostre imprese agricole e vitivinicole e nemmeno i nostri consumatori – aggiunge Lorin -. Siamo pronti a scendere in piazza per difendere con forza la qualità dei nostri vini, certificata lungo tutta la filiera. Per Padova e provincia stiamo parlando di 3.400 aziende che lavorano su 8.500 ettari di vigneto e nel 2024 hanno raccolto oltre 1,1 milioni di quintali d’uva, in stragrande maggioranza a marchio di origine e qualità. Un patrimonio unico, che non può essere svilito da scelte miopi e ingiustificate”.
Coldiretti e Filiera Italia criticano un sistema di etichettatura che penalizza il settore vinicolo, mentre l’UE continua a rinviare l’obbligo di indicare l’origine degli alimenti, fondamentale per trasparenza e salute. Nei giorni scorsi, hanno inviato una lettera alla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e ai commissari Fitto, Hansen e Várhelyi per respingere la proposta contenuta nel Documento di lavoro dei servizi della Commissione, ritenuta inaccettabile.

Guardando alla produzione locale, Coldiretti Padova sottolinea che nella provincia predominano le uve bianche, che coprono il 76% della superficie vitata, con il Glera-Prosecco su oltre 3.850 ettari e il Pinot Grigio su 1.140 ettari. Tuttavia, dai Colli Euganei alla pianura, il territorio è anche patria di grandi vini rossi di qualità e tradizione, molto apprezzati all’estero: il Merlot si estende su 960 ettari e il Cabernet su 270. Più dell’80% del vino prodotto nel padovano è a marchio DOC o DOCG, mentre il biologico interessa circa 680 ettari. Inoltre, i vigneti coltivati secondo il sistema di qualità nazionale e produzione integrata (SQNPI) continuano a crescere, superando oggi i 1.900 ettari.
La vendemmia 2024 si è chiusa con 1.105.000 quintali di uva raccolta, registrando una leggera flessione rispetto all’anno precedente, che aveva segnato un incremento significativo. Nel dettaglio, sono stati raccolti oltre 700 mila quintali di uva coltivata con sistema convenzionale, 328 mila con certificazione SQNPI e oltre 77 mila quintali di biologico. La qualità si conferma eccellente sia per i vini bianchi che per i rossi.
Tra i vini a marchio DOC o DOCG, oltre al prevedibile primato di Prosecco e Pinot Grigio, nel 2024 il Colli Euganei DOC, coltivato su 586 ettari, ha superato i 17 mila ettolitri. Il Colli Euganei Fior d’Arancio DOCG, con 167 ettari di vigneto, ha raggiunto i 5.400 ettolitri, mentre il Friularo DOCG, presente su poco più di 15 ettari, ha superato i 900 ettolitri.
Coldiretti e Filiera Italia, come già annunciato, sono pronte a scendere in piazza e chiedono che la Commissione Europea elimini dal proprio documento di lavoro, e non includa nel futuro Piano europeo di lotta contro il cancro, l’introduzione di etichette sanitarie allarmistiche e fuorvianti, così come l’ipotesi di nuove tassazioni ingiustificate sul vino.



