Duecento delegati per Cisl Veneto all’Assemblea nazionale a Roma. Paglini: “La partecipazione, già scritta nel dna del Veneto”
È ora in discussione alla Camera la legge sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese, proposta da Cisl e sostenuta da 400mila firme. Per sostenere la proposta e sollecitare una rapida approvazione in Parlamento, oggi si sono riuniti all’Assemblea nazionale a Roma oltre duemila delegati e delegate, di cui quasi duecento dal Veneto.
“Coinvolgere i lavoratori nei luoghi decisionali delle imprese, rendendoli partecipi delle scelte strategiche, non è né pericoloso né inutile come qualcuno sostiene – ha affermato Massimiliano Paglini, segretario generale di Cisl Veneto, che ha preso parola a margine dell’Assemblea nazionale –. Di più, noi crediamo che la partecipazione rappresenti l’ultimo treno per far crescere il Paese e farlo somigliare alle migliori democrazie ed economie europee”.
Paglini: “Una riforma fondamentale per trasformare il sistema economico e sociale”
“Questa riforma non è il semplice tentativo di applicare l’articolo 46 della Costituzione, ma implica molto di più, perché avvia un percorso rivoluzionario di trasformazione del sistema economico e sociale che potrà avvicinare l’Italia a quei Paesi d’Europa (si pensi a Germania, Svezia,…) dove la partecipazione ha portato come risultato economie dinamiche, con bassi livelli di conflittualità e un forte senso di responsabilità condivisa – ha proseguito il segretario veneto –. Certo, un obiettivo senz’altro ambizioso e più complesso da spiegare, ma crediamo fondamentale per alzare il livello retributivo dei lavoratori italiani migliorare la stabilità economica, favorire la collaborazione tra lavoratori e management e rafforzare la competitività delle imprese, oltre che distribuire meglio la ricchezza prodotta“.
Secondo Paglini, si tratterebbe dunque di “una sfida “antipopulista” lanciata a chi, in tema di lavoro, preferisce l’immediatezza degli slogan ideologici e delle semplificazioni, rispetto al coraggio di una visione e di una proposta radicata in un’idea precisa di economia, di persona e di futuro”.
Il segretario Cisl Veneto: “Partecipare, dunque, non è altro che un atto di assunzione di responsabilità per rigenerare il Paese”
Nella storia economica e sociale del Veneto, del passato come del presente, diverse buone prassi raccontano del dna del territorio in tema di partecipazione, secondo il segretario generale: “A chi, pure tra le imprese, evoca tutto ciò, ricordiamo le forme di partecipazione dal basso costruite proprio nella nostra regione grazie a quella cultura partecipativa e imprenditiva che per ragioni antropologiche e sociali costituì le fondamenta in Veneto di un connubio, non scritto e non detto, tra imprenditori illuminati e tessuto sociale fortemente vocato al lavoro e alla manualità“.
“Partecipare, dunque, non è altro che un atto di assunzione di responsabilità per rigenerare il Paese ‒ ha concluso Paglini ‒. E l’Italia è pronta per raggiungere l’obiettivo. Non è solo per la crescita delle imprese, ma per la costruzione di una società più giusta, in cui il lavoro non sia un semplice fattore produttivo, ma un pilastro della democrazia economica. E in cui l’impresa sia davvero un bene delle comunità in cui si insedia, si sviluppa, genera valore e valori. In altre parole quel bene comune da proteggere e far crescere insieme ai lavoratori e alle lavoratrici“.



