Lanzarin: “In Europa, 101 milioni di persone con disabilità che potrebbero trascorrere le vacanze anche in Veneto: vanno garantite accessibilità e assistenza anche in vista delle Olimpiadi 2026”
Un maxi progetto per garantire accessibilità e assistenza a tutti, comprese le persone con disabilità che potrebbero visitare il territorio del Veneto: è l’iniziativa di di turismo sociale inclusivo di cui la Giunta regionale, nel corso della sua ultima seduta e su proposta dell’assessore alla Sanità e Sociale, Manuela Lanzarin, ha approvato la presentazione.
Un progetto ben preciso, che ormai ha consolidato esperienze e che ora avrà un ulteriore sviluppo, mirato a rendere le località turistiche e i servizi di supporto sempre più accessibili e inclusivi a persone fragili o con disabilità.
Lanzarin: “72 milioni di presenze ogni anno: serve inclusività anche in vista delle Olimpiadi di Cortina”
Il Veneto conta 72 milioni di presenze turistiche ogni anno (pari a 21 milioni di arrivi), di cui 26 milioni per il mare, 25 milioni per il comprensorio delle città d’arte, 14 milioni nei laghi, 4 milioni per le montagne e 3 milioni per quanto riguarda il turismo termale.
“Il Veneto è tra le prime regioni turistiche d’Europa – fa notare l’assessore Lanzarin –. Un’Europa nella quale si stimano 101 milioni di persone con disabilità che potrebbero fruire di vacanze anche in Veneto purché sia garantita l’accessibilità e la possibilità di essere accompagnati e, all’occorrenza, di ricevere assistenza. Tutto ciò, naturalmente, vale anche per gli italiani. Con questa azione abbiamo disegnato una importante serie di obiettivi, anche nell’ottica delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 e coinvolto le diverse Ullss per le peculiarità dei loro territori“.

Gli obiettivi nei territori delle Ulss venete e nel cluster olimpico e paralimpico Cortina 2026 prevedono la promozione, anche attraverso una comunicazione efficace, dell’accessibilità e dell’inclusività del Veneto, ma anche di un’offerta turistica sicura per la gestione ordinaria e in emergenza di persone con disabilità. Tra gli obiettivi, anche lo stimolo della cultura del turismo inclusivo e accessibile in istituti scolastici e universitari, in contesti fieristici e di valorizzazione delle esperienze e la valorizzazione delle realtà inclusive, con la realizzazione di tirocini di persone con disabilità promuovendone l’autonomia abitativa. Altro aspetto poi riguarda la valorizzazione delle attività ludiche e sportive per persone con disabilità e l’offerta di esperienze di integrazione, socializzazione e scoperta del territorio.
“Gli obiettivi del progetto – spiega Manuela Lanzarin – sono un ulteriore sviluppo dell’esperienza consolidata nella nostra regione che ha saputo affiancare al turismo inteso come accessibilità e inclusività, iniziative ed esperienze lavorative e di tirocinio dei giovani con disabilità impegnati nel progetto di turismo inclusivo, promuovendo la loro autonomia anche attraverso esperienze abitative ed il lavoro. Se inizialmente lo scopo era di rendere accessibili le spiagge ai turisti con disabilità, coinvolgendo le Ulss del litorale e offrendo servizi di accompagnamento e assistenza sanitaria, poi si sono aggiunte attività sportive quali barca e canoa e pet therapy, per migliorare e arricchire le esperienze ampliando il progetto anche in altre aree della nostra bella regione”.
Un progetto biennale per promuovere l’accessibilità al turismo
Il progetto del Veneto, di natura biennale, consiste proprio in questo: promuovere l’accessibilità delle località turistiche del Veneto ai turisti disabili o con mobilità ridotta, anche stranieri, attraverso interventi strutturali, strumenti e attrezzature per l’accessibilità, attività e proposte ludico-ricreative e sportive rivolte a loro e ai loro famigliari, realizzazione di modellini in 3D, mappe tattili e pannelli tematici con video-guide in lingua dei segni, servizi per favorire la piena partecipazione e inclusione delle persone con disabilità sensoriale (es. audiodescrizione, sottotitolazione, interpretariato in lingua dei segni, tecnologie assistive) presso i cluster regionali olimpici e paralimpici.

Non solo. Massima attenzione anche alla promozione di esperienze inclusive e di tirocinio lavorativo presso le principali località a vocazione turistica della Regione Veneto e nei cluster olimpici e paralimpici. Ciò potrà avvenire grazie al coinvolgimento delle Aulss venete e dei loro SIL (Servizi di Inserimento Lavorativo) che, grazie anche al coordinamento regionale, potranno effettuare una programmazione degli inserimenti e favorire interscambi tra le località del Veneto che permetteranno agli utenti fragili e/o con disabilità di vivere un’esperienza di autonomia abitativa (anche emancipati dal contesto familiare), sociale (attraverso la partecipazione a varie attività ludico-ricreative e sportive) e lavorativa (attraverso esperienze inclusive nei luoghi di lavoro integrandosi nei team delle strutture ricettive e/o degli operatori turistici coinvolti, con un accrescimento della propria professionalità, un aumento dell’autostima e lo sviluppo delle autonomie personali).



