Lo spettacolo di Andrew Bovell, nella traduzione di Micol Jalla e per la regia di Valerio Binasco, arriva giovedì 16 gennaio a Treviso dove resterà in scena fino a domenica 19
Un ritratto di famiglia, di una di quelle apparentemente normali, con un matrimonio felice. E di una donna, madre e moglie, che nel sacrificio costruisce la condanna per tutti i suoi cari. È la storia raccontata da “Cose che so essere vere”, il dramma di Andrew Bovell che ora approda sul palco del Teatro Del Monaco di Treviso nella traduzione di Micol Jalla e per la regia di Valerio Binasco.
Dopo il successo al Verdi di Padova, da giovedì 16 gennaio e fino a domenica 19, gli spettatori potranno godere della storia scritta da Bovell, ora in scena a Treviso. A farne da protagonisti, Giuliana De Sio e Valerio Binasco, che prenderanno parte a questo toccante, divertente e coraggioso dramma la cui intenzione è quella di frugare sotto lo scudo delle apparenze e svelare quanta poca normalità e ancor meno felicità si celi in questo nucleo familiare.
Insieme a loro, nel primo allestimento italiano, Fabrizio Costella, Giovanni Drago, Giordana Faggiano, Stefania Medri. Le scene e le luci sono di Nicolas Bovey, i costumi di Alessio Rosati, il suono di Filippo Conti, video e pittura di Simone Rosset.
“Cose che so essere vere” di Bovell: la trama
La vicenda è ambientata in una villetta nella periferia meridionale di Adelaide, in Australia, dove vivono Bob e Fran Price. Quando Rosie, la più giovane dei loro quattro figli, torna rocambolescamente a casa dopo un breve viaggio in giro per l’Europa è certa di far parte di una famiglia solida e inossidabile: ma all’arrivo della ragazza le crepe che silenziosamente si sono insinuate nei rapporti tra i familiari ribaltano ogni certezza.




Il testo è una fotografia complessa e acuta dei meccanismi domestici e matrimoniali, che muta continuamente punto di vista attraverso gli occhi di quattro fratelli che lottano per definire sé stessi, al di là dell’amore e delle aspettative dei genitori.
La scrittura di Andrew Bovell, la regia di Valerio Binasco
Andrew Bovell (1962), scrittore e drammaturgo australiano pluripremiato, autore di numerosi testi tra cui Speaking in Tongues di cui ha curato l’adattamento cinematografico dal titolo Lantana, e When the Rain Stops Falling, affronta in questo dramma la perdita di fiducia e il potere del passato di plasmare il futuro.
Valerio Binasco mette in scena la pièce con attenzione agli aspetti della “regola del gioco teatrale”. Vuole che l’impressione sia quella di una jam session improvvisata e apparentemente caotica, come i dialoghi che si svolgono per davvero nelle famiglie numerose. Parte dalla decostruzione dell’ordine per permettere allo spettatore di ricostruirsi il proprio, trovando una personale chiave di lettura e di interpretazione. Chiede alle attrici e agli attori di individuare la “percezione soggettiva di una struttura” e “tutto ciò che è soggettivo è caos, compresenza di tutto, incoerente accumulo di assenza e presenza”. Queste scelte stilistiche influiscono anche sull’apparato scenografico, che non prevede le abituali distanze tra le cose, a dimostrazione del fatto che il dentro e il fuori sono nello stesso spazio.
“Cose che so essere vere” appare fin dalla prima lettura come un testo di grande impatto emotivo – scrive Binasco nelle sue note -. Bovell penetra senza pudore in tutti i sentimenti che possono dar vita a un “ritratto di famiglia” e cattura la nostra commozione. […] È una commedia malinconica di persone che volevano fare della propria famiglia un’isola felice, ma hanno edificato il proprio sogno di felicità su verità nascoste, sepolte nelle fondamenta e soffocate nel silenzio, finendo per sbattere contro l’infelicità assoluta“.
Lo spettacolo è coprodotto dal Teatro Stabile Torino – Teatro Nazionale, dal Teatro Stabile di Bolzano e dal Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, in accordo con Arcadia & Ricono Ltd per gentile concessione di HLA Management Pty Ltd.


