Lo scrittore moglianese torna con un nuovo libro, “Spiocion”, dedicato alla cronaca locale più curiosa ma presto dimenticata: oltre 100 notiziette per finire l’anno in bellezza
C’è chi nasce per diventare giornalista e chi per essere uno spiocion. Non una spia ma, come insegna il dialetto nostrano, un curioso. Lo spiocion non ha bisogno di notizie roboanti per soddisfare la propria implacabile curiosità: a lui bastano notiziole, ninnoli apparentemente di poco conto. Anzi, gli basta osservare fatti e persone dal buco di una serratura. O, ancor meglio, dalla sua poltrona.
A calarsi nella parte di questo personaggio tipo nella sua ultima opera è stato il professore e scrittore moglianese Otello Bison: per un anno, ogni mattina, ha letto i quotidiani locali a caccia di “notiziette” dalla provincia, raccogliendo per tutti storielle indegne della cronaca nazionale, né di grandi scoop, ma perfette per pettegoli e curiosoni. Insomma, “scartini” degli annali, tutto il superfluo presto dimenticato nell’enciclopedia degli avvenimenti di quest’anno. È nata così la sua ultima opera, “Spiocion”, edita per Arcari Editore e uscita in questi ultimi giorni dell’anno, a ridosso delle feste. “È in ritardo lo so, ma lo sono sempre stato anch’io, va così”, ammette Otello Bison.

“Dovevano essere cento stanze spiazzanti, invece sono lievitate – continua, ma il motivo è presto spiegato –: ogni giorno porta un po’ di assurdo scomposto nella cronaca. Perciò era duro smettere”.
E così alla fine le notizie – “tutte vere”, sottolinea l’autore – sono diventate 116. E, leggendole, la sensazione è quella di leggere una piacevole conversazione tra amici, rilassata e continuamente aggiornata. “Siamo dalle parti dell’umorismo letterario – afferma Bison –, una pratica quasi rara in Italia”.
“Spiocion”: trama di una raccolta inconsueta
Nel libro di Otello Bison non muore nessuno: al massimo si incontra qualche truffa o qualche furto originale, come quello del muschio in un santuario. Nessuno soffre d’amore, nessuno vive nel bel mezzo di una pandemia. “No, non è vero – precisa l’autore –: c’è una misteriosa moria (epidemica?) di topi sul lago di Revine”.
Ma c’è anche la storia di una birra per cani e il famigerato radicchio “antiamericano”. E ancora, c’è un sindaco che dimagrisce grazie al supporto di tutto il paese, un ex poliziotto che si lamenta del dilagare della prostituzione ma che gestiva in proprio un piccolo affare proprio in questo settore e un novantenne dopato per amore. “Nessuno vi ha mai avvertito che c’è stata una minacciata invasione di conigli? – domanda Bison –. Dovevano essere liberati per protesta dagli allevatori insoddisfatti e i conigli erano due milioni e mezzo”.

Di personaggi e fatti altrettanto improbabili ce ne sono parecchi, pronti a vivacizzare un Veneto solo apparentemente quieto e discreto. L’unico modo per scoprirli tutti è leggere “Spiocion”, libro che forse va contro i princìpi degli estimatori della deontologia dell’informazione, ma che certamente non può lasciare insoddisfatti. Natale poi è alle porte e come regalo dell’ultimo momento, questo, non sembra affatto male. Nemmeno per la copertina, illustrata dall’abile mano di Stefania Trevisin.
Otello Bison è autore anche di altri titoli, tra cui “Bissa Ranèra” e “Rossello”, ma anche di “Zero. Un piccolo grande fiume”, scritto a sei mani con Renzo De Zottis e Michele Zanetti. Di libri ne ha scritti anche altri: ha detto che ci farà avere i titoli. In ritardo, probabilmente.



