Il 7 e 8 dicembre il Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo sarà il centro del primo Festival internazionale dedicato all’ambra, intitolato “Sulle vie dell’ambra”
L’evento, ideato e diretto da Elisabetta Brusa, docente e regista presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, celebra il legame tra mito, scienza e storia, intrecciando narrazioni sulle origini dell’ambra e il ruolo di Rovigo come crocevia europeo di culture e commerci.
Il Festival, realizzato con il supporto di numerose istituzioni culturali e universitarie, esplora il mito di Fetonte e le lacrime delle Eliadi trasformate in gocce d’ambra, attraverso letture animate, performance teatrali e approfondimenti storici e letterari. Dopo un pre-festival con attività dal 30 novembre al 6 dicembre, il programma principale si svolgerà il 7 dicembre con eventi gratuiti dalle 10:00 alle 18:00.
Tra gli appuntamenti spicca l’intervento di Alberto Camerotto, docente di Ca’ Foscari, che, insieme al gruppo Aletheia, darà vita a una narrazione animata sul mito dell’ambra nella sala Flumina del Museo. Sulle rive dell’Eridano, tra mito e realtà, si intrecciano le narrazioni delle Metamorfosi di Ovidio e dei viaggi di Luciano di Samosata, offrendo riflessioni sull’hybris e il nostro mondo. Come si legge: “Il viaggiatore si guarda intorno, è arrivato sulle rive dell’Eridano, l’attenzione è in allerta. Cerca con gli occhi mentre risale il corso del fiume. Ma degli alberi con l’ambra non v’è traccia.” Un’immagine che evoca la ricerca e il fascino senza tempo del mito.
Al Museo dei Grandi Fiumi, Paolo Bellintani e Raffaele Peretto (CPSSAE) presenteranno le scoperte archeologiche di Frattesina e Campestrin, esplorando i reperti rinvenuti lungo le “Vie dell’ambra” e i dubbi scientifici legati al mito delle lacrime d’ambra delle Eliadi. Gli incontri si terranno nella Saletta Proiezione Mito e nella Sala Nuove Scoperte Dal Mito alla Storia.
“Fetonte cadde realmente alle foci dell’Eridano-Po, provocando il pianto d’ambra delle Eliadi? No. Non è andata proprio così. Ma la Storia, ricostruita dall’archeologia, dall’archeometria e dall’archeologia sperimentale, dimostra che il mito, sebbene in modo fantastico e iperbolico, cela una realtà non meno affascinante! A poca distanza da Rovigo, ai tempi di Ulisse (3200 anni fa), fiorirono i villaggi di Campestrin e Frattesina”.
Ursula Thun Hohenstein (UniFE) e Ivana Angelini (UniPD) terranno un intervento nella Sala dell’Ambra, rappresentando le Università di Ferrara e Padova: “Avete detto “ambra”? Tutto quello che c’è da sapere: dalla materia prima alle tecniche di lavorazione preistoriche. Molto tempo fa I villaggi di Campestrin e Frattesina furono centri di produzione e scambio di livello internazionale. Qui, assieme a metalli, vetro e avorio si lavorava l’ambra baltica per produrre gioielli che trovarono larghissima diffusione: dalla Sardegna all’Ucraina, passando per l’Egeo e il Levante mediterraneo”.
Programma sintetico del Festival “Sulle vie dell’ambra” – 7 e 8 dicembre:
7 dicembre
- Eventi narrativi:
Le narrazioni si svolgeranno quattro volte nella giornata (ore 10, 11, 15 e 16), alternandosi a momenti dedicati alla visita delle sale del Museo dei Grandi Fiumi. - Performance artistica:
Alle 17:30, nella Sala Flumina, evento unico con “Elektron”, una performance di Miranda Greggio e Adriano Baccaglini. Un mix di drammaturgia e arte visiva, dove le parole e i materiali evocano emozioni legate al mito e al femminile, rappresentato dalle sorelle di Fetonte.
8 dicembre
- Musica e accoglienza:
Dalle ore 10:00 e 11:30, all’ingresso del museo, accoglienza musicale con gli studenti del Conservatorio Venezze. - Laboratori per bambini:
Nella Sala del Bronzo, l’associazione Aqua propone “Mercanti d’ambra!”, un viaggio lungo la Via dell’Ambra (turni ore 10, 11:30, 13:30; max 30 partecipanti; prenotazioni: 0425 1540440). - Visite guidate:
- Ore 10:30: visita con Raffaele Peretto sul ruolo storico del basso corso del Po.
- Ore 11:45: visita guidata da Chiara Vallini, conservatrice del museo, sulle sezioni espositive di Fratta e Campestrin.
- Letture teatrali:
Alle ore 10:00 e 11:15, gli attori Giorgia Forno e Paolo Rossi (Minimiteatri) daranno voce ai miti di Ovidio, Luciano di Samosata e Nonno di Panopoli, dalle lacrime d’ambra al carro del Sole. - Concerto e chiusura:
Alle 16:00, in Sala Flumina, dopo i saluti ufficiali del Comune di Rovigo e dell’Associazione Italia-Estonia, concerto del Conservatorio Venezze coordinato dal M.° Giuseppe Fagnocchi. Il programma musicale spazierà tra i Paesi lungo la Via dell’Ambra (Italia, Austria, Polonia, Estonia), con un omaggio ad Arvo Pärt e letture di Giorgia Forno e Paolo Rossi sui miti di Fetonte e tradizioni estoni.
Eventi continuativi durante il Festival
- Introduzione all’ambra con Ramone Kupsyte:
Nella Saletta Rotary, l’esperta lituana illustrerà le diverse tipologie di ambra (grigia, nera, verde, ecc.) e proietterà video dedicati alla cultura dell’ambra in Lituania. Verranno affrontati temi come la concentrazione di ambra nel Mar Baltico, il suo valore culturale, i conflitti geopolitici che influenzano i produttori lituani e la straordinaria gamma cromatica dell’ambra, che conta fino a 250 sfumature. - Laboratorio di lavorazione con Francesco Pavan:
Nella Saletta del Ristoro, l’orafo e archeotecnico dimostrerà come progettare e realizzare oggetti in ambra, unendo funzionalità, durata e design. - Proiezione sul mito di Fetonte:
Nella Saletta Video del settore Bronzo, sarà trasmesso un filmato prodotto da LabCult (Retica Formazione & Impresa) sul mito di Fetonte nella storia dell’arte, con voci narranti di Letizia Piva e Silvio Barbiero. - Degustazione tematica:
Prima dell’uscita dal Museo, i visitatori potranno assaggiare i biscotti “lacrime delle Eliadi”, creati appositamente dalla pasticceria Gocce di Miele. Verrà inoltre lanciata l’idea di sviluppare un “risotto all’ambra”, realizzato con liquore baltico, per le prossime edizioni.
Il Polesine, da sempre snodo cruciale per il commercio e la lavorazione dell’ambra proveniente dal Mar Baltico, è al centro del Festival, che celebra la Via dell’Ambra, crocevia di culture e commerci. Gli scavi archeologici locali hanno rivelato la vitalità economica e culturale del territorio, testimoniata dagli scambi di merci e oggetti.
Il Festival “Sulle vie dell’ambra” mira a consolidarsi negli anni come punto di riferimento culturale e turistico, coinvolgendo istituzioni, cittadini e realtà internazionali. Il logo del Festival simboleggia una goccia d’ambra da cui si diramano strade tematiche come Mitologia, Letteratura, Archeologia, Cultura, Musica, Storia, Sapori e Profumi.
L’obiettivo a lungo termine è trasformare Rovigo in un fulcro della Via dell’Ambra, con il coinvolgimento iniziale dei Paesi Baltici, per poi espandere il dialogo alle culture del Mediterraneo.



