La Regione Veneto introduce la formazione sull’ecografia POCUS per i futuri medici di medicina generale. Il presidente Stefani: “Il futuro è già qui”
La Scuola di Formazione Specifica in Medicina Generale della Regione Veneto introduce una novità destinata a incidere concretamente sull’organizzazione della sanità territoriale: i futuri medici di medicina generale saranno formati anche sull’utilizzo dell’ecografo portatile, attraverso l’insegnamento del POCUS (Point Of Care UltraSound), l’ecografia clinica eseguita direttamente al letto del paziente.
Il POCUS consente ai medici di effettuare valutazioni diagnostiche rapide e mirate, utilizzando strumenti ecografici portatili nel luogo stesso in cui si trova il paziente, migliorando tempi di risposta, appropriatezza clinica e continuità delle cure sul territorio.
“In tema di formazione in sanità il futuro sta già arrivando – commenta il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani – e comincia da uno dei settori portanti dell’organizzazione sanitaria come la medicina territoriale e i medici di medicina generale che ne sono il fulcro“.
Stefani ricorda come la diffusione delle tecnologie e il loro utilizzo da parte del personale sanitario siano stati indicati come elementi centrali già nella presentazione del programma di legislatura in consiglio regionale.
Con l’introduzione del POCUS, la Scuola FSMG del Veneto punta ad innalzare significativamente la qualità dell’offerta formativa, collocandosi come un’esperienza pressoché unica nel panorama nazionale. I medici in formazione saranno affiancati da docenti specificamente preparati all’interno della Scuola, seguendo un percorso strutturato che integra teoria e pratica clinica.
“L’elemento distintivo e di innovazione è rappresentato proprio dell’unione della teoria e della pratica: in questo binomia imprescindibile si colloca il cuore di una formazione all’avanguardia, studiata e progettata su misura per il setting della medicina generale” aggiunge Stefani. Un’evoluzione che, secondo il presidente della Regione, avrà ricadute dirette anche per i cittadini: “Per il paziente è un significativo passo avanti per portare diagnosi e cure sempre più vicine alle persone“.



