In occasione della Giornata mondiale del malato, il presidente regionale Alberto Stefani in visita alle Case di Comunità di Schio, Thiene, Valdagno e Vicenza
Parte dal Vicentino il viaggio istituzionale del presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, nelle Case di Comunità del territorio regionale. La ricorrenza della Giornata Mondiale del Malato ha fatto da cornice all’avvio di un tour che nelle prossime settimane toccherà tutte le strutture già attivate o in fase di realizzazione, con l’obiettivo di fare il punto sullo sviluppo della sanità di prossimità.
La giornata di oggi ha visto il presidente impegnato in una serie di tappe tra Schio, Thiene, Valdagno e Vicenza, dove ha potuto confrontarsi con dirigenti sanitari, operatori e amministratori locali, verificando direttamente lo stato dei lavori e l’organizzazione dei servizi.
A Schio, la visita si è estesa anche al Centro Assistenza Servizi per Anziani “La C.A.S.A.”, realtà di riferimento per il territorio, dove Stefani ha incontrato personale e ospiti, soffermandosi sull’importanza dell’integrazione tra strutture sociosanitarie e rete territoriale. Un percorso, quello avviato dal presidente, che punta a monitorare sul campo l’evoluzione delle Case di Comunità, fulcro del nuovo modello assistenziale regionale.
Stefani: “Nessuno dovrebbe mai sentirsi solo nella sofferenza”
“L’11 febbraio è una data che parla al cuore del Veneto e di tutto il mondo – ha spiegato Stefani –. Nel giorno dedicato ai malati e alla Madonna di Lourdes, la nostra comunità si stringe a chi affronta la malattia e alle famiglie che ne condividono, con dedizione e amore, il percorso spesso difficile. Nessuno dovrebbe mai sentirsi solo nella sofferenza. Per questo la Regione investe con decisione nella sanità di prossimità e nella umanizzazione delle cure: con le nuove Case della Comunità vogliamo portare assistenza clinica e supporto vicino ai cittadini, in modo che ciascuno possa sentirsi accolto e protetto”.
I sopralluoghi vicentini si sono tenuti insieme ai sindaci del territorio, per confrontarsi direttamente con medici, infermieri e personale sanitario, compreso quello in formazione e orientare le scelte future.
“Le case di comunità sono strutture realizzate per portare i servizi di diagnosi, assistenza e cura il più vicino possibile al cittadino e contemporaneamente migliorare il funzionamento del sistema sanitario in generale, evitando accessi impropri al pronto soccorso e richieste di visite inutili, che incidono pesantemente sulle liste d’attesa – ha proseguito Stefani –. Il loro obiettivo è rafforzare l’attenzione alle persone e alle famiglie, che sono i soggetti protagonisti di ogni percorso sanitario. Oltre al potenziamento dei servizi e all’inaugurazione delle Case di Comunità ancora da ultimare, c’è un altro importante lavoro da compiere si tratta di un’operazione di comunicazione, su ciascun territorio, per informare i cittadini dell’esistenza di queste strutture e dei numerosi servizi che offrono”.



