Veneto in fondo alla classifica nazionale, Martella: “È il fallimento di un approccio tutto propagandistico, che ha ridotto la sicurezza a una mera questione di ordine pubblico, senza affrontarne le cause profonde”
“Dopo anni di promesse, slogan e annunci del centrodestra, è sotto gli occhi di tutti che la sicurezza non è aumentata. Lo vediamo nei dati dei sondaggi, anche di oggi”. E’ quanto afferma Andrea Martella, senatore e segretario regionale del Partito Democratico Veneto.
“Nelle analisi dell’Università Cattolica secondo cui il Veneto è in fondo alla classifica nazionale per numero di agenti in relazione alla popolazione: poco più di 200 ogni 100 mila abitanti – continua Martella -. Nei troppi fatti di cronaca che riguardano tutte le nostre città. Nella preoccupante confusione degli annunciati nuovi “decreti sicurezza”. E persino nelle parole di un esponente del centrodestra veneto, il sindaco di Treviso, che oggi da presidente regionale di ANCI invoca più risorse da Roma per i territori”.
“È il fallimento di un approccio tutto propagandistico, che ha ridotto la sicurezza a una mera questione di ordine pubblico, senza affrontarne le cause profonde – sostiene il senatore dem –. Governo, Regione e amministrazioni locali di centrodestra hanno parlato molto, ma la situazione è peggiorata. La sicurezza è un diritto fondamentale dei cittadini, ma non si garantisce con gli slogan. La si garantisce con il lavoro quotidiano, la cooperazione tra Stato e Comuni, il rafforzamento dei presìdi sul territorio, tessendo una rete tra istituzioni, forze dell’ordine, servizi sociali e sanitari, associazioni e cittadini”.
Martella: “Rigenerazione urbana, vivibilità e integrazione producono sicurezza”
“Servono, ovviamente, forze dell’ordine e presìdi adeguati, che colpiscano con rigore e precisione malviventi e incivili, narcotraffico e crimine organizzato, ma serve anche una città che funzioni – prosegue il segretario del PD Veneto -. Per prendere un caso evidente: a Venezia, Mestre e Marghera e in tutto il territorio, questo significa affrontare in modo strutturale ed efficace le fragilità urbane e sociali, aumentare la qualità dello spazio pubblico, potenziare i servizi di prossimità, le politiche abitative e investire nella riqualificazione dei quartieri. Rigenerazione urbana, vivibilità e integrazione producono, infatti, anche sicurezza”.
“I sindaci possono e devono fare la differenza, guidando un lavoro coordinato tra istituzioni, imprese responsabili, associazioni, terzo settore e cittadinanza attiva. È tempo di contrapporre al fallimento del centrodestra una visione nuova delle nostre città, Venezia in testa – conclude Martella – . Prevenzione e controllo intelligente e tempestivo del territorio, qualità dello spazio urbano, coesione sociale, responsabilità delle istituzioni: è questa la strada per garantire equità, diritti e convivenza civile, non la propaganda mistificante e fallimentare che abbiamo visto finora sia dal governo Meloni che dalla giunta Brugnaro”.



