Martella: “La nostra battaglia è per una Venezia in cui si possa tornare a vivere bene, in cui i cittadini si sentano davvero a casa. Nessuno escluso”
“Se dopo undici anni di amministrazione il mondo della disabilità deve promuovere una petizione per chiedere una città accessibile, significa che qualcosa non ha funzionato. Quelle 760 firme non sono un atto polemico, ma una richiesta di ascolto che va raccolta con rispetto e responsabilità“. Ne è certo Andrea Martella, candidato sindaco per il Comune di Venezia.
Martella annuncia che chiederà un incontro ai promotori della petizione per approfondire nel merito le proposte avanzate. “Più informazione, piena operatività degli uffici dedicati, completamento delle rampe previste dal Peba, isole realmente accessibili, revisione delle regole su montascale e servoscala, posti barca adeguati e realmente fruibili: sono richieste concrete, che meritano risposte concrete”, sostiene il candidato sindaco dem.
E l’approvazione formale del Peba non basta: “Un piano è uno strumento, non un punto di arrivo – sostiene Martella -. Se i cittadini percepiscono lentezza, difficoltà di interlocuzione, interventi che restano sulla carta, vuol dire che serve un cambio di passo”.
La proposta è quella di un modello di città accessibile e inclusiva, sul solco delle esperienze europee più avanzate. “A Londra l’accessibilità è diventata un criterio strutturale dell’urbanistica: ingressi senza gradini, rampe di pendenza adeguata, porte automatiche, ascensori dove possibile al posto delle scale – spiega il candidato sindaco -. Non è solo una questione tecnica, ma culturale. Anche in Italia esistono buone pratiche: per esempio alcune città hanno realizzato un Peba totalmente georeferenziato e consultabile, con itinerari tematici accessibili. Venezia deve ambire a questo livello“.
Martella indica alcune priorità: quartieri riqualificati e dotati di servizi secondo il modello della “città dei 15 minuti”, mezzi pubblici (bus, tram e vaporetti) pienamente accessibili, navette gratuite per i luoghi sensibili come ospedali e scuole, un progetto pluriennale con accantonamento stabile di una quota del bilancio comunale, destinata all’abbattimento delle barriere. “L’accessibilità riguarda la qualità della vita di tutti – conclude Martella – . La nostra battaglia è per una Venezia in cui si possa tornare a vivere bene, in cui i cittadini si sentano davvero a casa. Nessuno escluso”.



