Inaugurato il nuovo Istituto penale per minorenni a Rovigo: 31 posti disponibili, spazi educativi, lavoro e sicurezza per i minori detenuti
Con l’inaugurazione dell’Istituto penale per i minorenni di Rovigo, lo Stato rafforza la propria presenza sul territorio e amplia la rete nazionale delle strutture dedicate alla giustizia minorile. Si tratta del terzo IPM inaugurato dall’inizio della legislatura, dopo quelli de L’Aquila e di Lecce.
A sottolinearne il valore è il sottosegretario alla giustizia Andrea Ostellari (Lega): “Non è solo uno spazio detentivo, ma un luogo che coniuga perfettamente l’esecuzione della pena con la rieducazione, perchè la giustizia ha senso solo se è capace di guardare al futuro. Un futuro fondato su regole certe, percorsi strutturati in spazi adeguati e sulla presenza concreta delle istituzioni“.
La nuova struttura, realizzata grazie al lavoro congiunto di Ministero della Giustizia e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si sviluppa su una superficie complessiva di circa 7.000 metri quadrati, di cui 4.000 coperti e 3.000 destinati alle aree esterne, comprensive di spazi verdi, palestra all’aperto e campetti. L’IPM dispone di 31 posti per detenuti e di ambienti dedicati ad attività educative, sportive, formative e creative. La pianta organica della polizia penitenziaria prevede circa 50 unità, mentre il personale civile sarà composto, oltre che dal direttore, da circa 10 funzionari tra area pedagogica e amministrativa, che garantiscono un approccio integrato tra sicurezza e recupero.
All’inaugurazione è intervenuto anche il presidente del consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, che ha affermato: “Un istituto penale per i minorenni è il luogo in cui lo Stato tiene insieme due principi irrinunciabili: certezza della pena e possibilità concreta di cambiare strada“.
Il presidente del consiglio regionale ha definito l’IPM di Rovigo “un progetto moderno, con tanti spazi per una rieducazione vera, che interpreta la detenzione non come fine a sé stessa, ma come parte di un percorso“, sottolineando come rieducazione e sicurezza siano strettamente connesse: “Dove mancano formazione e lavoro, la recidiva resta altissima. La rieducazione non è buonismo: è sicurezza futura“.
Il presidente Zaia ha poi acceso i riflettori sui fenomeni emergenti di criminalità giovanile, chiedendo strumenti normativi più adeguati: “Le baby gang non sono bravate né reati di secondo piano, sono episodi violenti – rapine, aggressioni, minacce – che colpiscono le vittime e incidono sulla sicurezza delle comunità“.
All’inaugurazione è intervenuto anche il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, che ha annunciato una seconda importante novità destinata a rafforzare il sistema regionale di tutela dei minori: “Oggi annunciamo due buone notizie al Veneto. La prima è l’apertura di questo nuovo carcere minorile, con più spazio per la formazione e la rieducazione. La seconda è che la nostra Regione, per la prima volta, potrà attivare insieme al Ministero della Giustizia anche un centro di recupero ad alto impatto sanitario, alternativo al carcere, per minori con disagio comportamentale e polidipendenze, in esecuzione penale o in custodia cautelare“.
Per il presidente della Regione gli obiettivi sono chiari: “Garantire la sicurezza dei cittadini, stroncare sul nascere potenziali carriere delinquenziali e spezzare fin da subito la catena del crimine. L’IPM di Rovigo è una risposta concreta e attesa. Contemporaneamente oggi annunciamo una vera svolta per il nostro territorio“.
Il presidente ha infatti annunciato la nascita della prima comunità socio-terapeutica regionale per minori in esecuzione penale o in custodia cautelare: “Il progetto prevede un co-finanziamento tra Ministero e Regione, un investimento fondamentale in sicurezza che colma un vuoto storico nel nostro territorio”.



