La Regione Veneto approva un progetto di abitazione inclusiva nel Comune di Sovramonte per rispondere ai bisogni sociali della montagna
La montagna come laboratorio di innovazione sociale, capace di rispondere ai bisogni delle persone anziane e alle sfide dell’integrazione, anche al di fuori dei circuiti turistici. È in questa prospettiva che la Giunta regionale del Veneto ha approvato un accordo di programma con il Comune di Sovramonte (Belluno) per il recupero di due alloggi di edilizia residenziale pubblica destinati al progetto di abitazione inclusiva “Radici Future”.
L’iniziativa nasce dall’esigenza di dare risposte concrete alle fragilità sociali tipiche delle aree montane, dove relazioni forti e senso di comunità non sempre riescono a contrastare fenomeni come la solitudine e la perdita di autonomia, in particolare tra le persone anziane. Un intervento di dimensioni contenute, ma inserito in una visione più ampia di attenzione ai bisogni reali del territorio.
La normativa regionale consente ai Comuni, previa autorizzazione della Giunta, di destinare immobili di edilizia residenziale pubblica a progetti rivolti a persone in situazione di fragilità sociale, anche in deroga ai requisiti ordinari di accesso. L’autorizzazione è subordinata alla presentazione di un progetto socio-assistenziale strutturato, in grado di garantire un utilizzo mirato e responsabile degli alloggi.
“La montagna non è solo un luogo da tutelare, ma uno spazio vivo in cui sperimentare nuove forme di coesione e solidarietà – afferma l’assessore regionale alla Montagna Dario Bond –. Con ‘Radici Future’ dimostriamo che anche nei piccoli Comuni è possibile costruire risposte concrete ai bisogni delle persone, valorizzando ciò che già esiste: case pubbliche, relazioni e senso di comunità. È così che si mantiene la montagna abitata, dando nuove opportunità e restituendo centralità ai territori”.
Sulla stessa linea l’assessora alle Politiche sociali Paola Roma: “Il welfare diventa così esperienza quotidiana. Questo progetto è costruito sui bisogni del territorio, che i Comuni conoscono meglio di chiunque altro. La Regione accompagna questi percorsi, promuovendo interventi equi e mirati che rafforzano il tessuto sociale”.
Il progetto mette in relazione fragilità diverse, trasformandole in una risorsa condivisa. I destinatari sono persone anziane sole o con disabilità non grave, che necessitano di vigilanza leggera e supporto quotidiano, e migranti motivati a intraprendere un percorso di integrazione e disponibili a offrire un aiuto di “buon vicinato”.
Gli alloggi, situati in via Sorriva, saranno preferibilmente collocati in unità abitative vicine e accessibili, così da creare un “vicinato solidale” monitorato, con forme di sostegno a chiamata o in orari prestabiliti. Il Comune di Sovramonte coordinerà il progetto insieme ai servizi sociali e alla rete del volontariato, occupandosi anche degli interventi di lieve entità necessari a rendere pienamente fruibili gli alloggi.
L’intervento si inserisce in una strategia regionale più ampia di sostegno ai territori montani e di promozione di modelli innovativi di inclusione sociale, senza oneri a carico del bilancio regionale.
“Investire in progetti come questo – concludono Roma e Bond – significa credere in una montagna che non si rassegna allo spopolamento, ma costruisce futuro partendo dalle persone. La Regione continuerà a sostenere i Comuni che scelgono di sperimentare soluzioni nuove, capaci di rispondere ai bisogni emergenti e di rafforzare il tessuto sociale”.



