In Friuli-Venezia Giulia cambia lo Statuto speciale: torna l’elezione diretta del presidente che del Consiglio provinciale. Zaia: “Paese a più velocità, si lavori per colmare questa disparità”
In Friuli-Venezia Giulia via libera definitivo alla modifica dello Statuto speciale, che torna così a prevedere l’elezione diretta sia del presidente che del Consiglio provinciale. Un risultato accolto tanto con apprezzamento quanto con senso di profonda ingiustizia dal presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia.
“Mi complimento con il Friuli-Venezia Giulia e con il presidente Fedriga per il risultato ottenuto con la riforma dello Statuto speciale che reintroduce gli Enti di Area Vasta a elezione diretta: un passaggio di grande rilevanza istituzionale che restituisce centralità ai territori e ai cittadini – ha affermato Zaia –. È una scelta di buon senso e di rispetto della democrazia, perseguita con determinazione dalla Regione Friuli-Venezia Giulia e seguita con attenzione dal ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, che ha accompagnato un iter complesso e delicato”.
Ma c’è un “però”. “Detto questo – osserva infatti Zaia – non possiamo non porci una domanda di fondo: stiamo diventando sempre più un Paese ‘arlecchino’, a più velocità, dove giustamente le Regioni a Statuto speciale possono incidere in modo più forte sulla governance del proprio territorio, mentre le Regioni a Statuto ordinario rischiano di restare indietro. Qualcuno deve spiegare perché una Regione come il Veneto non possa avere Province elettive. Oggi, nelle Regioni ordinarie, i cittadini non eleggono direttamente chi governa le funzioni di Area Vasta: è un evidente tema democratico”.
Zaia: “I cittadini devono poter eleggere direttamente i propri rappresentanti”
“Le Province rappresentano la sublimazione della democrazia – sottolinea il presidente del Consiglio regionale del Veneto –. I cittadini devono poter eleggere direttamente i propri rappresentanti. Restituire l’elezione diretta significa ridare centralità al popolo, rafforzare la partecipazione democratica, avvicinare le istituzioni alle comunità”.
“Parliamo di Enti che, soprattutto in territori delicati e complessi come il nostro, ricchi di diversità e con un patrimonio ambientale da proteggere, hanno storicamente svolto funzioni fondamentali, estremamente vicine ai cittadini – prosegue Zaia –. Lo ricordo bene, pensando alla macchina amministrativa della Provincia di Treviso, che negli anni in cui disponeva di piene competenze ha dimostrato di saper lavorare con efficacia per cittadini e imprese, sviluppando progetti importanti, identitari, capaci di produrre risultati concreti e duraturi”.
“Per questo è necessario tornare al più presto alle Province elettive, anche nelle Regioni a Statuto ordinario – conclude Zaia – . Rivolgo quindi un appello a tutte le istituzioni, nazionali e regionali, affinché si lavori in sinergia per colmare questa evidente disparità e garantire a tutti i territori gli stessi strumenti di democrazia, rappresentanza e buon governo.”



