In Veneto servono in media 346 giorni per un procedimento civile, ma a Venezia si arriva a 773. Confartigianato: “Un freno per le imprese”
I tempi della giustizia civile continuano a rappresentare un fattore critico per la competitività delle imprese. È quanto emerge dai dati elaborati dall’ufficio studi di Confartigianato, sulla base degli indicatori contenuti nell’allegato al documento programmatico di finanza pubblica 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Nel 2024, la durata media nazionale di un procedimento civile si attesta a 364 giorni, con un quadro fortemente disomogeneo a livello territoriale. Le regioni del Nord registrano le performance migliori, con Valle d’Aosta (239 giorni), Piemonte (248) ed Emilia-Romagna (268) ai primi posti. All’opposto, le durate più elevate si concentrano nel Mezzogiorno e nelle Isole, con Sardegna (535 giorni), Basilicata (483) e Campania (459).
In Veneto, la durata media di un procedimento civile è pari a 346 giorni, un dato leggermente inferiore alla media nazionale ma che nasconde profonde differenze tra i territori. A fronte di 127.671 procedimenti pendenti a fine 2025, quelli definiti nello stesso periodo sono stati 134.944. La performance migliore si registra a Verona, con una durata media di 200 giorni, mentre la situazione più critica è quella di Venezia, dove si arriva a 773 giorni.
Ancora più complesso il quadro relativo ai procedimenti civili in materia di lavoro privato. A livello nazionale il tempo medio di definizione è di 401 giorni, mentre in Veneto sale a 434 giorni. In questo ambito, Belluno registra il dato peggiore con 820 giorni, mentre Venezia mostra la durata più contenuta, pari a 297 giorni.
“Per le imprese artigiane – afferma il presidente di Confartigianato Imprese Veneto, Roberto Boschetto – la giustizia civile non è un tema astratto, ma una variabile economica concreta. Tempi così lunghi significano incertezza nei rapporti contrattuali, immobilizzazione di risorse e difficoltà nella gestione del lavoro. Il PNRR ha acceso un faro su questo problema, ora servono interventi strutturali e continui in un’ottica di maggior organizzazione e digitalizzazione“.
Secondo le proiezioni basate sugli indicatori Bes (indice che misura il tempo medio necessario per la definizione dei procedimenti conclusi nell’anno dinanzi ai tribunali ordinari relativi a tutte le controversie rilevate nel registro SICID), nel periodo 2025-2028 i tempi medi della giustizia civile a livello nazionale sono destinati a crescere, passando dai 345 giorni del 2025 ai 370 del 2028. Una dinamica che, pur non tenendo ancora conto degli effetti delle più recenti misure di riduzione dell’arretrato, evidenzia criticità legate alla litigiosità civile, alle risorse disponibili e all’organizzazione degli uffici giudiziari.
Confartigianato Imprese Veneto ribadisce infine la necessità di ridurre i divari territoriali e di trasformare la giustizia civile in un reale fattore di competitività, soprattutto per le micro e piccole imprese che costituiscono l’ossatura del sistema economico regionale.



