Le richieste dei consiglieri Carlo Cunegato ed Elena Ostanel: “Si parta dai dati inseriti nel DEFR: stop al consumo di suolo, investimenti veri sull’abitare e centralità della salute ambientale nelle scelte di bilancio”
“Oggi, in Prima commissione, è stata presentata dalla Giunta la Nota di aggiornamento al Defr 2026-2028, il documento programmatico che dà avvio alla fase di bilancio, e i numeri contenuti nel documento smentiscono la narrazione di un Veneto senza criticità”. È il giudizio che arriva dai consiglieri regionali di Alleanza Verdi e Sinistra, Carlo Cunegato ed Elena Ostanel.
“L’indicatore G15 dell’Agenda 2030, “Vita sulla Terra”, mostra un peggioramento rispetto al 2010 e anche confrontandolo al resto dell’Italia – puntualizzano Cunegato e Ostanel -. È un dato contenuto nel Defr e significa una cosa precisa: la qualità del nostro ambiente sta peggiorando. Parliamo di una Regione che continua a consumare suolo tra le prime in Italia, che perde biodiversità e che vede ridursi la capacità ecologica del proprio territorio. Non è uno slogan ambientalista: è la fotografia ufficiale della Regione”.
“Nella Missione 9 il documento ricorda, inoltre, che le misurazioni del PM2,5 superano i limiti di riferimento per la salute umana definiti dall’OMS – proseguono i consiglieri -. Se il 100% delle rilevazioni supera i livelli indicati dall’OMS, siamo di fronte a un problema strutturale, non a un episodio contingente. È la conferma che il modello di sviluppo adottato finora ha un costo ambientale e sanitario altissimo. Sul fronte sociale, il Defr riconosce che il costo dell’abitazione pesa in modo determinante sulla condizione economica delle famiglie: per il 3,8% della popolazione il costo della casa supera il 40% del reddito familiare netto, risultando eccessivo e insostenibile. Questo significa che migliaia di famiglie venete vivono una condizione di stress abitativo conclamato”.
“Di fronte a questi dati, non bastano annunci generici sull’housing – insistono Cunegato e Ostanel -. Serve finanziare un piano strutturale per l’edilizia pubblica e sociale, recuperando il patrimonio Ater oggi inutilizzato, e introdurre regole chiare sugli affitti brevi, come abbiamo proposto con una nostra iniziativa legislativa. Il problema casa non è marginale: è scritto nel Defr. Ambiente e casa sono le due facce della stessa crisi. Continuiamo a consumare territorio e, allo stesso tempo, non garantiamo un diritto all’abitare sostenibile. È una contraddizione evidente”.
“Per questo chiediamo che la Regione parta dai dati che ha scelto di inserire nel DEFR: stop al consumo di suolo, investimenti veri sull’abitare e centralità della salute ambientale nelle scelte di bilancio – concludono i consiglieri verdi -. Non è una battaglia ideologica, ma una responsabilità verso i cittadini veneti. Se i numeri parlano chiaro, la politica deve avere il coraggio di cambiare rotta”.



