Confartigianato Padova denuncia il peso dei costi energetici sulle piccole e medie imprese: penalizzazione da 99 milioni di euro
Le micro e piccole imprese della provincia di Padova pagano l’energia molto più cara rispetto ai competitor europei. A certificarlo è un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese che, sulla base del differenziale di prezzo dell’energia elettrica registrato nel primo semestre 2025, stima per le PMI padovane un extracosto complessivo pari a 99 milioni di euro. Una cifra che rappresenta l’1,8% dell’extracosto nazionale e lo 0,27% del PIL provinciale.
Un peso significativo per un territorio a forte vocazione manifatturiera. In provincia di Padova operano infatti 6.860 imprese artigiane manifatturiere, attive in settori strategici come alimentare, artistico, legno-arredo, meccanica e moda, che occupano complessivamente 25.697 addetti. Un tessuto produttivo che risente in modo diretto dell’elevato costo dell’energia, con ripercussioni sulla competitività e sulla capacità di investimento.
Il problema, tuttavia, non è solo locale ma strutturale a livello nazionale. L’Italia è la seconda economia manifatturiera dell’Unione europea, ma anche il Paese con il maggior numero di occupati nelle micro e piccole imprese manifatturiere: 1 milione e 853mila addetti, pari al 20,9% del totale UE. Una configurazione produttiva che rende l’artigianato particolarmente vulnerabile all’aumento dei costi energetici.
Nel primo semestre 2025, il prezzo dell’energia elettrica pagato dalle micro e piccole imprese italiane con consumi fino a 2.000 MWh – comprensivo di accise e oneri di sistema e al netto dell’IVA – ha raggiunto i 28,46 centesimi di euro al kWh, superando del 24,3% la media dell’Unione europea, ferma a 22,90 centesimi. Si tratta del valore più alto tra le principali economie manifatturiere europee.
A incidere in modo determinante è soprattutto il carico fiscale e parafiscale, che per le micro e piccole imprese italiane risulta superiore del 68% rispetto alla media UE. Il divario cresce ulteriormente per le aziende più piccole: +92,5% per quelle con consumi inferiori ai 20 MWh annui, +49,6% per i consumi tra 20 e 499 MWh e +64,3% per le imprese con consumi tra 500 e 1.999 MWh.
“Le micro e piccole imprese padovane stanno pagando un prezzo dell’energia che non trova giustificazione né nell’andamento delle materie prime né nel confronto europeo – afferma Gianluca Dall’Aglio, presidente di Confartigianato Imprese Padova – Parliamo di 99 milioni di euro in più che gravano sull’artigianato e in particolare su un tessuto produttivo composto da quasi 7 mila imprese artigiane manifatturiere e oltre 25 mila addetti, sottraendo risorse a investimenti, innovazione e occupazione“.
Un quadro ancora più critico se si considera che, nonostante il calo del prezzo all’import di petrolio e gas (–12,9% a settembre 2025 su base annua) e un prezzo all’ingrosso dell’elettricità inferiore del 7% rispetto alla media del 2021, i costi sul mercato retail continuano a rimanere elevati. Tra il 2021 e il 2025, infatti, i prezzi al consumo di energia e gas risultano superiori del 46,8% rispetto ai livelli pre-crisi, evidenziando una persistente “coda lunga” della crisi energetica.
A livello nazionale, lo spread di prezzo con l’Unione europea comporta per le micro e piccole imprese con consumi inferiori a 2.000 MWh un extracosto stimato in 5,4 miliardi di euro nel primo semestre 2025, di cui 2,5 miliardi a carico delle imprese più piccole.
Dall’Aglio conclude: “Confartigianato continuerà a denunciare con forza questa situazione. È necessario ridurre in modo strutturale gli oneri che gravano sulle piccole imprese e incentivare concretamente l’autoconsumo e l’autoproduzione energetica, strumenti fondamentali per restituire competitività al nostro sistema produttivo“. Il presidente Dall’Aglio sottolinea come Confartigianato sia al fianco delle imprese anche sul piano operativo, con servizi come SOS Energia, per supportarle nella lettura delle bollette e nell’ottimizzazione dei consumi.


