L’indagine di Ascom Confcommercio Treviso: nella Marca Trevigiana il 54% dei giovani vorrebbe avviare un’impresa, tra i settori più quotati commercio e turismo. Tra gli ostacoli più sentiti, la mancanza di risorse economico-finanziarie
Mettersi in proprio, oggi, è ancora una prospettiva concreta per i giovani del territorio trevigiano? E quali sono le condizioni che possono davvero trasformare questa intenzione in un’impresa capace di nascere e durare nel tempo? Sono questi gli interrogativi di fondo da cui prende le mosse “Imprese di Marca: ricerca sull’imprenditorialità giovanile nella Grande Treviso”, l’indagine promossa da Ascom Confcommercio Treviso per comprendere aspettative, timori e bisogni delle nuove generazioni.
Lo studio delinea uno scenario in cui l’interesse verso l’autoimprenditorialità appare tutt’altro che marginale, ma spesso frenato da ostacoli percepiti come difficili da superare, tra complessità burocratiche, accesso alle risorse e incertezza sul futuro. Un quadro che richiama la necessità di rafforzare strumenti e politiche di accompagnamento, non solo per sostenere la nascita di nuove imprese, ma anche per favorire il ricambio generazionale nei comparti economici rappresentati dall’associazione.
L’indagine di Ascom Confcommercio Treviso
Strutturata in un’analisi qualitativa, condotta tramite interviste a voci significative del territorio (pubbliche amministrazioni, associazioni di categoria, enti formativi e soggetti del terzo settore) e un’analisi quantitativa tramite questionario online, la ricerca si inserisce nel più ampio progetto “Bollicine”, che ha l’obiettivo di fornire una base conoscitiva solida e aggiornata per la pianificazione strategica condivisa nello sviluppo dell’imprenditorialità giovanile dell’area della Marca Trevigiana, per orientare le successive fasi progettuali e facilitare la pianificazione strategica dell’HUB “Imprese di Marca”.
Nello specifico però, l’indagine era finalizzata a comprendere più approfonditamente le aspirazioni e i bisogni dei giovani trevigiani tra i 18 e i 35 anni in relazione all’avvio d’impresa, elaborare i possibili futuri scenari di sviluppo imprenditoriale e analizzare le dinamiche imprenditoriali locali.
La fotografia del territorio
Oltre 220 i rispondenti provenienti dal bacino di utenza dei partner di progetto, di cui l’80,3% sono giovani in apprendistato e il 10,4% lavoratori dipendenti. Il 54% di loro non possiede un’impresa ma dichiara l’intenzione di avviarla, il 7% l’ha già costituita, mentre il 39% non ha un’impresa né prevede di aprirne una, dato che può riflettere anche la presenza di barriere percepite o comunque priorità professionali differenti.
Andando ad approfondire meglio i dati, per ciò che riguarda la dimensione motivazionale emerge da parte dei giovani un atteggiamento generalmente favorevole verso l’avvio d’impresa: su una scala da 1 (“per nulla”) a 5 (“moltissimo”) il valore medio di motivazione registrato è pari a 3,07, con il 50% dei rispondenti che si colloca nella fascia medio-alta (valori 4 e 5). Le motivazioni prevalenti riguardano l’indipendenza economica, la possibilità di lavorare su qualcosa che stimola personalmente e la realizzazione individuale.
Commercio e turismo: i settori più scelti dai giovani
Commercio e turismo sono tra i settori più quotati, entrambi tra i comparti rappresentati da Ascom Confcommercio Treviso: si collocano rispettivamente al primo e al terzo posto (al secondo un alto numero di rispondenti: “non lo so”, che pare evidenziare la necessità di azioni di tutoraggio). In dettaglio, il commercio è indicato come settore d’interesse dal 40,09% (di questi il 19,3% ha tra i 25 e 29 anni) e il turismo dal 12,16% (il 96,3% si concentra nella fascia 18-24). Cultura e audiovisivo, ulteriori settori rappresentati da Ascom, sono invece indicati come di interesse dal 2,70%, mentre il digitale e la comunicazione dal 4,95% (il 37,5% ha tra i 25 e i 29 anni).
Del resto, secondo i dati Cciaa Treviso-Belluno (dicembre 2024) il commercio al dettaglio trevigiano risulta già tra i settori “più giovani” con 547 imprese (8,6% sulle imprese totali del settore); si tratta infatti di uno dei settori a bassa intensità di capitale iniziale, che permette un avvio rapido e in forma individuale. Anche i dati camerali relativi a turismo e alloggio confermano quanto rilevato dal questionario: da un lato secondo Cciaa sono 27 le imprese giovanili (8,6%), dall’altro i dati raccolti registrano rispetto al medesimo settore un interesse del 12,1%.
Infine, sempre guardando ai soli settori Ascom, gli ostacoli percepiti nel fare impresa per i giovani che vogliano avviare un’attività nel commercio sono anzitutto mancanza di risorse economico-finanziarie (valore medio 3,84 su 5), burocrazia (3,74) e, quasi a parimerito, difficoltà di accesso a bandi e altre forme di finanziamento (3,67) e difficoltà di accesso al credito (3,6). Anche per il turismo, in testa la mancanza di risorse economico-finanziarie (4,1), seguita da difficoltà di accesso al credito (3,9) e burocrazia (3,74). Ancora, il settore della cultura vede al primo posto, ex aequo, la mancanza di risorse economico-finanziarie e le difficoltà di accesso a bandi e altre forme di finanziamento (3,88) seguiti dalla burocrazia (3,66). Il digitale/comunicazione rappresenta invece un caso a sé: in pole position l’esperienza insufficiente (4) seguita da burocrazia (3,75) e, alla pari (3,5), mancanza di risorse economico-finanziarie, difficoltà di accesso a bandi e altre forme di finanziamento e timore del fallimento.
La forte carenza di sostegni economici mirati e le difficoltà di accesso al credito toccano anche molti giovani che già sono imprenditori e sono associati ad Ascom. “Le banche chiedono garanzie che un giovane all’inizio spesso non può offrire – ha affermato Andrea Colbertaldo, presidente del Gruppo Giovani Confcommercio Treviso –. Sarebbe utile pensare a strumenti di microcredito o a formule come il crowdfunding locale, capaci di coinvolgere anche il risparmio privato in una logica di investimento nel territorio tesa a promuovere la nuova giovane impresa“.
Un altro nodo riguarda la “cultura imprenditoriale”. “Le occasioni di confronto creano spesso nuove opportunità e il networking è un elemento centrale pure per i più giovani – ha precisato Colbertaldo –. Per questo anche nel nostro gruppo cerchiamo di promuovere reti e relazioni, ma è un processo lento, che chiede fiducia e costanza”.
Lavoro e formazione
Parte della ricerca ha indagato anche in merito alle esigenze formative percepite dai giovani. Concentrandoci sempre sui settori afferenti ad Ascom Confcommercio Treviso, il commercio restituisce valori medio-alti in quasi tutte le voci: gestione aziendale (3,18 su 5), marketing digitale (3,15), networking (3,05) e competenze tecnico-specialistiche (3,19); il turismo mostra una dinamica simile, con punte massime nel marketing digitale (3,23), nella gestione aziendale (3,11) e nelle competenze tecnico-specialistiche (3,15).
Nel settore cultura il valore più altro riguarda la richiesta di formazione per competenze tecnico-specialistiche (3,66), insieme a marketing digitale (3,5) e networking (3,33). Infine il digitale/comunicazione registra un’alta richiesta di formazione per competenze tecnico-specialistiche (3,5) e sul networking (3,12), mentre resta più basso riguardo alla gestione aziendale (2) e nel budgeting (2,5).
Imprenditoria giovanile: punto cruciale per Ascom Confcommercio Treviso
“L’imprenditoria giovanile è una questione strategica per Ascom Confcommercio Treviso, anche considerando il sempre più cruciale nodo del ricambio generazionale – ha sottolineato Federico Capraro, presidente di Ascom Confcommercio Treviso, mandamento che conta 63 comuni sui 94 dell’intera provincia –. L’indagine ci consegna una propensione giovanile all’attività imprenditoriale che è senz’altro da sostenere e valorizzare, impegno che in questo 80esimo anniversario dell’associazione abbiamo voluto confermare come prioritario. L’interesse dei giovani appare rivolto, peraltro, verso quei settori che valorizzano il territorio, confermando le potenzialità di quel rapporto sinergico e virtuoso tra commercio, turismo e cultura su cui Ascom insiste da tempo”.
“Serve anzitutto ripartire dall’ascolto dei desideri e dei bisogni dei giovani che raccolgono il testimone dai genitori – ha evidenziato ancora Capraro –: è necessario supportarli aiutandoli a coniugare storia e tradizione con il proprio progetto imprenditoriale, che deve poter essere disegnato in maniera libera e autonoma, innovativa”.
“Quanto emerge dalla ricerca ci indirizza più precisamente rispetto a quali siano le aree di servizi e consulenza da potenziare per intercettare i bisogni espressi dai giovani che intendano avviare un’attività e rispondere alla loro domanda di accompagnamento – ha spiegato Luca Benvenuti, direttore di Ascom Confcommercio Treviso –. In questa direzione abbiamo anche già costruito percorsi di mentoring personalizzati e previsto condizioni particolari e vantaggiose per i principali servizi di avvio e gestione d’impresa, con l’obiettivo di ridurre le barriere iniziali e favorire un ingresso più sostenibile nel mondo dell’imprenditorialità anche con un supporto qualificato nell’accesso alla finanza agevolata e ai bandi“.



