Imprenditoria femminile motore stabile per l’economia regionale del Veneto: 1 donna su 2 prende in mano l’azienda di famiglia
In Veneto l’imprenditoria femminile artigiana non è una realtà marginale, ma una colonna portante del sistema produttivo. A fine 2025 le imprenditrici artigiane attive sono 34.966, pari al 22,8% del totale degli imprenditori del comparto: un’incidenza superiore alla media nazionale, che si ferma al 21,9%. Un dato che colloca la regione al secondo posto in Italia per numero di donne con cariche nelle imprese artigiane, subito dopo la Lombardia.

La presenza femminile è diffusa in modo capillare in tutto il territorio regionale, con picchi particolarmente significativi in alcune province: Rovigo guida la classifica con il 25%, seguita da Vicenza (23,3%) e Treviso (23,1%). Numeri che raccontano un radicamento strutturale, non episodico, e che fanno da cornice all’elezione di Veronica Bonsi, imprenditrice rodigina del settore telecomunicazioni, alla presidenza del Movimento Donne Impresa di Confartigianato Imprese Veneto.
Un’imprenditoria giovane, radicata e dinamica
Accanto ai dati ufficiali, un’indagine interna condotta tra le associate restituisce un profilo preciso dell’imprenditoria femminile artigiana veneta. Si tratta di donne che entrano presto nel mondo del lavoro e dell’impresa: quasi il 75% avvia il proprio percorso prima dei 35 anni.
Nel 49% dei casi proseguono un’attività di famiglia, ma oltre un terzo dà vita a un’impresa nuova, dimostrando che non si tratta solo di passaggio generazionale, ma anche di capacità imprenditoriale autonoma, spirito di iniziativa e propensione all’innovazione.
Dal punto di vista dei ruoli, il 47,5% ricopre la posizione di titolare, mentre poco meno di un terzo è socia. Le aziende restano prevalentemente di piccola dimensione e fortemente legate al territorio: il 59% ha tra 1 e 9 addetti, configurando un modello che tiene insieme impresa, occupazione e comunità locale.
Anche i settori di attività mostrano il peso strategico delle donne nell’economia reale: 47,1% nei servizi alla persona, 30,5% nel manifatturiero, 11,4% nei servizi alle imprese, 10,2% nelle costruzioni. Un quadro che evidenzia una presenza trasversale e non confinata in comparti marginali.
Più resilienti nella crisi
Negli ultimi nove anni il numero complessivo degli imprenditori artigiani in Veneto è diminuito, ma l’impatto non è stato uniforme tra uomini e donne. Dal 2016 al 2025 le donne con cariche sono passate da 37.308 a 34.966 (-6,3%), mentre gli uomini sono scesi da 138.096 a 118.673 (-14%).
Nel solo ultimo anno, la contrazione femminile è stata del -1,2%, inferiore al calo complessivo del sistema artigiano (-1,9%). Una dinamica che evidenzia una maggiore capacità di tenuta dell’imprenditoria femminile anche in una fase economica complessa, segnata da incertezza, aumento dei costi e difficoltà di mercato.
Ostacoli strutturali: burocrazia, conciliazione, credito
Il sondaggio interno di Confartigianato mette in luce anche le principali criticità affrontate dalle imprenditrici. Il problema più sentito è la burocrazia, indicata dal 54,5% delle intervistate, spesso percepita come sproporzionata rispetto alla dimensione delle micro e piccole imprese artigiane.
Segue il tema della conciliazione tra lavoro e vita privata (53,4%), una difficoltà trasversale che riguarda imprese con o senza dipendenti. Al terzo posto si colloca la liquidità e l’accesso al credito (41,7%), particolarmente delicati nelle fasi economiche incerte. Infine, il 27,1% segnala la mancanza di tempo per formazione e aggiornamento professionale.
Un dato particolarmente significativo riguarda le politiche di sostegno: solo una impresa femminile su quattro ha utilizzato misure specifiche di supporto. Non per assenza di bisogno, ma per scarsa conoscenza delle opportunità o per requisiti spesso poco coerenti con la realtà dell’artigianato.
Una leadership che punta allo sviluppo
Su questo quadro si inserisce la nuova presidenza di Veronica Bonsi, che ha posto e della necessità di rendere realmente accessibili le risorse alle micro e piccole imprese. La linea è chiara: non basta stanziare fondi, servono strumenti concreti, semplici e utilizzabili. Il sostegno all’imprenditoria femminile viene così interpretato non come una politica di genere fine a se stessa, ma come una scelta di sviluppo economico che coinvolge istituzioni, associazioni di categoria e sistema bancario.
Accanto a Bonsi è stata confermata alla vicepresidenza Antonella Boldrin di Confartigianato Imprese Città Metropolitana di Venezia, a testimonianza della continuità del percorso del Movimento Donne Impresa.
Il profilo della nuova presidente
Veronica Bonsi, 54 anni, laureata in giurisprudenza, è imprenditrice artigiana nel settore delle telecomunicazioni con sede a Rovigo. È madre di tre figli e dal 2019 è presidente di Donne Impresa Confartigianato Polesine. Fa parte della Giunta esecutiva provinciale e, da ottobre 2024, è componente della Giunta Nazionale del Movimento. Alla dimensione imprenditoriale affianca un impegno associativo e sociale consolidato, che ora si traduce nella guida regionale del Movimento.



