Il Teatro Sociale di Rovigo, durante gennaio, omaggia Battiato con Giulio Casale e Amadeus con il suo capolavoro teatrale
Prosegue con successo al Teatro Sociale di Rovigo la programmazione culturale che, tra musica e prosa, propone due appuntamenti di grande richiamo nel mese di gennaio 2026.
Sabato 17 gennaio alle 20.30 la rassegna Jazz e dintorni porta sul palcoscenico L’era del cinghiale bianco, concerto-omaggio al sodalizio artistico e umano tra Franco Battiato e Giusto Pio, una delle collaborazioni più fertili e influenti della musica italiana contemporanea. In programma oltre venti brani che ripercorrono un repertorio capace ancora oggi di sorprendere per originalità, profondità e forza visionaria.
A dare voce alle canzoni di Battiato sarà Giulio Casale, cantante, poeta e attore, noto per la sua intensità interpretativa e per la capacità di restituire le sfumature liriche e misteriose dei testi. Con lui sul palco l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta, diretta dal maestro Walter Bertolo, già protagonista del concerto di Capodanno. Ospite della serata anche la giovane cantante Talèa, voce emersa al grande pubblico con la partecipazione a X Factor 2022.

Giovedì 22 gennaio alle 20.30 sarà invece la volta della grande prosa con Amadeus, nuova produzione del Teatro dell’Elfo, proposta nell’ambito della stagione organizzata in collaborazione con Arteven. A un anno dal debutto, arriva a Rovigo uno dei cult del teatro contemporaneo, tratto dalla celebre pièce di Peter Shaffer che ispirò l’omonimo film di Miloš Forman, vincitore di otto premi Oscar.
Lo spettacolo mette in scena la leggendaria rivalità tra Antonio Salieri e Wolfgang Amadeus Mozart, riletta come un potente apologo sull’invidia, sul genio e sul rapporto con il divino. Ferdinando Bruni interpreta un Salieri ormai anziano che, come un deus ex machina, rievoca i personaggi e i momenti cruciali della propria storia, mentre Daniele Fedeli dà volto e corpo a un Mozart giovane, irriverente e modernissimo.
La regia di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia trasforma il testo in un “capriccio” visionario e allucinato, sostenuto da una scenografia che diventa labirinto mentale e da suggestive proiezioni. I costumi, firmati da Antonio Marras, evocano un Settecento immaginario, sontuoso e inquietante. Accanto ai protagonisti, un cast affiatato che include Riccardo Buffonini, Matteo de Mojana, Alessandro Lussiana, Ginestra Paladino, Umberto Petranca, Luca Toracca e Valeria Andreanò nel ruolo di Constanze, moglie di Mozart.

Due appuntamenti diversi per linguaggio e forma, ma accomunati da un alto valore artistico, che confermano il Teatro Sociale di Rovigo come punto di riferimento culturale capace di coniugare musica, teatro e grandi narrazioni contemporanee.



