Educazione culturale a Padova: al via da febbraio un percorso condiviso tra Università, Comune e terzo settore che mette bambini e ragazzi al centro
Un progetto educativo che intreccia cultura, inclusione e partecipazione attiva prende forma a Padova con una nuova edizione di “CAT al CAM”. L’iniziativa unisce i musei universitari e i Centri di Animazione Territoriale in un percorso pensato per accompagnare bambini e ragazzi nella scoperta del patrimonio culturale. L’obiettivo punta a trasformare i giovani in protagonisti consapevoli della vita culturale cittadina.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Centro di Ateneo per i Musei dell’Università di Padova e i CAT del Comune, servizi educativi del Settore Servizi Sociali curati dalle cooperative La Bottega dei Ragazzi, Centro Train de Vie e Progetto NOW. L’esperienza, giunta al terzo anno, valorizza il museo come spazio vivo, accessibile e aperto al dialogo. Inoltre, rafforza il ruolo sociale delle istituzioni culturali nel promuovere inclusione, partecipazione e condivisione delle conoscenze.
Il percorso costruisce un’alleanza educativa che accompagna i partecipanti in un cammino di esplorazione e rielaborazione. I bambini non vivono il museo come semplici visitatori, ma come esploratori e narratori. Successivamente, nei CAT, trasformano le esperienze in racconti, laboratori e momenti di confronto, favorendo una crescita personale e collettiva.
Due itinerari educativi tra intrecci, scienza e creatività
Il programma si sviluppa attraverso due percorsi distinti, progettati in base all’età e alle caratteristiche dei gruppi coinvolti. Il primo, rivolto agli alunni della scuola primaria, ruota attorno al simbolo del telaio, inteso come metafora di intreccio tra materiali, saperi, storie e culture. Il cammino prende avvio mercoledì 25 febbraio con la visita al Museo dell’Orto Botanico e prosegue il 4 marzo con la rielaborazione nei CAT. L’11 marzo i gruppi raggiungono il Museo della Natura e dell’Uomo, seguiti il 18 marzo da un nuovo momento di approfondimento nei centri. Il 25 marzo è prevista la visita al Museo di Scienze Archeologiche e d’Arte, mentre il 1° aprile si svolge l’ultima fase di rielaborazione. Il percorso si conclude l’8 aprile con un evento finale aperto alle famiglie.
A questo itinerario partecipano i CAT GIG dell’Arcella, Mille Colori di Montà e Janadaya della Guizza. Ogni tappa museale si integra con attività laboratoriali e narrative, che permettono ai bambini di interiorizzare e reinterpretare le esperienze vissute. Di conseguenza, l’apprendimento assume una dimensione partecipata e coinvolgente.
Il secondo percorso, dedicato ai ragazzi della scuola secondaria di primo grado, accompagna i partecipanti alla scoperta della storia della fisica e delle tecnologie. Le attività iniziano giovedì 5 marzo con la visita al Museo di Fisica “Giovanni Poleni” e al Museo di Macchine “Enrico Bernardi”. Seguono, il 12 e il 19 marzo, due incontri di rielaborazione nei CAT. Il 26 marzo è previsto un nuovo appuntamento museale, mentre il 2 aprile si svolge un ulteriore momento di approfondimento nei centri. Le visite proseguono il 9 aprile, seguite da un’ultima fase di rielaborazione il 16 aprile, per concludersi il 23 aprile con un evento finale aperto alle famiglie.
A questo percorso partecipano i CAT Fuoriclasse di Palestro, Pi.Erre di Mortise e Matita Matta di Brusegana. Le attività favoriscono un approccio interdisciplinare che stimola curiosità, spirito critico e capacità di osservazione.
Inclusione, linguaggi accessibili e centralità delle famiglie
Il progetto riserva particolare attenzione alla costruzione di attività interattive e inclusive. Gli operatori adottano linguaggi semplici e rappresentativi, capaci di coinvolgere anche bambini e ragazzi con background migratorio. Inoltre, creano contesti accoglienti che valorizzano la diversità come risorsa educativa.
Le famiglie assumono un ruolo centrale nei momenti conclusivi dei percorsi. In queste occasioni, sono i bambini e i ragazzi a guidare i genitori attraverso racconti, esperimenti e scoperte. Questo ribaltamento dei ruoli rafforza la consapevolezza dei più giovani e consolida il legame tra istituzioni, territorio e comunità.
“Questo progetto dimostra come il lavoro di rete tra Comune, Università e Terzo Settore possa generare opportunità educative concrete e di qualità”, afferma l’assessora al Sociale del Comune di Padova Margherita Colonnello. Inoltre, sottolinea il valore dell’iniziativa nel rafforzare il senso di appartenenza alla comunità.
L’iniziativa si inserisce in una visione più ampia che vede Padova investire su educazione, cultura e relazioni. Musei e CAT diventano nodi fondamentali di una rete che unisce istituzioni, famiglie e territorio. Di conseguenza, i bambini si trasformano in ambasciatori curiosi del sapere, pronti a guidare la comunità verso una società più consapevole, aperta e solidale.



