Il Museo del ‘900 rinnova la collezione permanente: una linea temporale interattiva racconta la frontiera adriatica e l’esodo giuliano-dalmata
La collezione permanente di M9 – Museo del ’900 si arricchisce di una nuova installazione multimediale dedicata alla storia del Confine Orientale nel Novecento. Da oggi, 5 febbraio, il pubblico può visitare un percorso interattivo che ricostruisce le complesse vicende della frontiera adriatica, area segnata da profondi mutamenti politici e drammatiche fratture sociali tra Impero austro-ungarico, Regno d’Italia, Ventennio fascista ed età repubblicana.
L’obiettivo dell’installazione è approfondire le trasformazioni che hanno interessato territori passati in pochi decenni sotto diverse sovranità, fino all’attuale configurazione slovena e croata. Il racconto non elude le violenze e i lutti che hanno accompagnato questi passaggi storici e restituisce centralità a una pagina complessa della storia nazionale, in linea con lo spirito della legge istitutiva del Giorno del Ricordo, che invita a una lettura consapevole e completa degli eventi.
Il progetto è stato realizzato grazie al contributo dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD) e nasce dall’accordo quadro siglato il 4 luglio 2024 tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito, la Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani Fiumani e Dalmati e M9. Una collaborazione che aveva già prodotto la mostra temporanea La Frontiera Adriatica: laboratorio di contemporaneità, ospitata da M9 Children.
Curata dallo staff scientifico del Museo M9 e dal Comitato scientifico del MIM, con il contributo del gruppo di lavoro degli esuli istriani, fiumani e dalmati, l’installazione è frutto di due anni di ricerca ed è arricchita da un progetto di interaction design firmato dallo studio Pensiero Visibile di Verona.
Il percorso è strutturato come una linea del tempo multimediale che accompagna il visitatore dall’inizio del Novecento fino agli anni Novanta, mostrando come lo spostamento dei confini abbia alimentato contrapposizioni ideologiche, violenze e lacerazioni profonde. Al centro della narrazione emerge la tragedia vissuta dalla popolazione civile italiana tra gli anni Venti e il secondo dopoguerra, con particolare attenzione alle testimonianze degli esuli di Trieste, dell’Istria, di Fiume e di Zara e al difficile processo di integrazione in Italia.
L’installazione è già inserita nell’offerta Educational del Museo ed è pensata per le scuole di ogni ordine e grado. Gli insegnanti possono prenotare i laboratori dedicati contattando l’Ufficio Gruppi di M9.
Nel quadro delle iniziative per la Giornata del Ricordo, il 20 febbraio alle ore 17, nell’Auditorium Cesare De Michelis del Museo, è in programma la proiezione del film La bambina con la valigia di Gianluca Mazzella (2025), con la partecipazione di Egea Haffner, coautrice del libro da cui è tratta la sceneggiatura, e delle attrici coinvolte nella produzione.



