Dopo i primi mesi di relazione, l’uomo aveva incominciato a maltrattare la donna: era ossessionato dal suo passato sentimentale. Ora è stato arrestato e condotto al carcere di Padova
È l’ennesimo, insopportabile caso in cui un uomo è convinto di poter vantare un certo controllo nei confronti dell’ex compagna, perseguitandola anche dopo mesi dalla fine della loro relazione. Questa volta, fortunatamente, il caso si è concluso con un arresto.
È accaduto a Padova, nella notte di lunedì 5 gennaio, quando le pattuglie dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico – Sezione Volanti della Polizia di Stato di Padova sono intervenuti in zona Chiesanuova, a seguito di una richiesta d’intervento pervenuta al numero di emergenza 113 da parte di una 36enne, che aveva segnalato la presenza dell’ex compagno sotto la propria abitazione.
Giunti sul posto, i poliziotti hanno individuato l’uomo, un 49enne, a pochi metri dall’ingresso, in evidente stato di agitazione e nervosismo: pretendeva di accedere all’abitazione dell’ex compagna, sostenendo di dover riscuotere un presunto credito economico vantato nei suoi confronti. Solo grazie all’intervento coordinato degli operatori intervenuti e a un lungo dialogo tra questi e l’uomo, quest’ultimo è riuscito a calmarsi.
Gli antefatti
La situazione di condotte persecutorie e violente andava avanti da mesi: la 36enne aveva conosciuto l’uomo nel luglio 2025 e inizialmente la relazione sentimentale si era svolta in maniera serena e priva di problematiche; ma da settembre il 49enne aveva cambiato radicalmente atteggiamento, divenendo sempre più aggressivo, irascibile e violendo, con urla, minacce e percosse ripetute. La giustificazione dell’uomo al proprio comportamento era una gelosia ossessiva, legata al passato sentimentale della compagna.
Nel mese di dicembre, esasperata e profondamente provata sotto il profilo emotivo e psicologico, la donna aveva dunque deciso di interrompere la relazione. Nonostante ciò, nutrendo ancora sentimenti nei confronti dell’uomo, gli aveva occasionalmente consentito di soggiornare nella propria abitazione, con l’effetto tuttavia che l’uomo aveva così proseguito nelle proprie condotte violente e intimidatorie, avanzando anche richieste di denaro accompagnate da ricatti e minacce.
Particolarmente grave un episodio avvenuto il 2 gennaio, racconta la Questura, quando la donna, trovandosi fuori casa con amici, aveva ricevuto un messaggio WhatsApp dall’ex compagno che la intimava a rientrare immediatamente, minacciando in caso contrario di incendiare l’abitazione con all’interno i suoi anziani genitori. Terrorizzata, la donna era immediatamente rientrata e aveva contattato le Forze dell’Ordine, che erano intervenute allontanando l’uomo dall’abitazione. In seguito, la donna aveva sporto querela nei confronti del 49enne per il reato di minacce aggravate.
Nonostante ciò, le condotte persecutorie erano continuate: il giorno prima dell’arresto, il 4 gennaio, la donna aveva ricevuto un ulteriore messaggio vocale con gravi minacce di morte e, nella medesima mattinata, l’uomo si era presentato sotto la sua abitazione, urlando e inveendo, tanto da spaventare sia la vittima che i residenti dello stabile.
L’arresto per stalking
Alle ore 04.00 del 5 gennaio, dunque, il 49enne era tornato ancora una volta sotto l’abitazione della donna, tentando persino di scavalcare il cancello pedonale dell’edificio, inducendo così anche i residenti del vicinato ad allertare la Polizia, che una volta sul posto lo ha arrestato in quanto responsabile di stalking.
Condotto negli uffici della Questura di Padova, l’uomo è stato identificato per un 49enne italiano, già gravato da numerosi precedenti penali e di polizia per reati quali furto, lesioni personali, resistenza a Pubblico Ufficiale ed evasione.
Non solo. Il 49enne si era già reso protagonista pochi giorni prima di un’aggressione ai danni di due infermieri, motivo per il quale era stato già deferito all’Autorità Giudiziaria dalle Volanti il 30 dicembre per lesioni personali aggravate ai danni di operatori sanitari.
In quell’occasione era intervenuto personale del 118 per soccorrere lo stesso 49enne, che aveva lamentato un malore. L’uomo però, una volta all’interno dell’ambulanza, aveva aggredito senza motivo due operatori sanitari, colpendoli con pugni al volto e spintoni, provocando loro lesioni. Anche in quella occasione, l’uomo aveva manifestato un comportamento violento e minaccioso, rendendo necessario l’intervento della Polizia di Stato.
Una volta conclusi gli adempimenti di rito, il 49enne è stato associato al carcere “Due Palazzi” di Padova, a disposizione della Procura della Repubblica di Padova.
A tutte le donne che stanno vivendo una situazione di disagio, fatto di violenza fisica, psicologica, sessuale o economica, l'invito è di non esitare a chiedere aiuto. Le Istituzioni sono pronte ad intervenire già ai primi segnali di una deriva patologica delle relazioni affettive. Si consiglia di rivolgersi ai Carabinieri o alla Polizia di Stato, tramite i numeri di emergenza 112 o 113, o contattando i Centri Antiviolenza che offrono supporto psicologico, legale ed economico alle vittime, tramite il numero 1522, per ricevere consulenze telefoniche 24 ore su 24.


