Polizia di Stato, espulsioni e rimpatri a Padova: allontanati cittadini stranieri per reati di rapina, spaccio, violenza e stalking
La Polizia di Stato di Padova, su disposizione del questore Marco Odorisio, ha adottato nelle ultime due settimane di gennaio dodici provvedimenti di espulsione e allontanamento dal territorio nazionale nei confronti di cittadini stranieri ritenuti socialmente pericolosi.
L’attività rientra nel quadro dei servizi di prevenzione, vigilanza e controllo del territorio condotti dalla Questura, con il coinvolgimento dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico – Squadra Volanti, del Commissariato Stanga con i Poliziotti di Quartiere, della Squadra Mobile e dell’Ufficio Immigrazione. I provvedimenti sono stati emessi a carico di cittadini stranieri irregolari, alcuni dei quali con precedenti per reati contro la persona e il patrimonio, tra cui rapina, furto, spaccio di sostanze stupefacenti, violenza sessuale, stalking, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.
Nel dettaglio, cinque cittadini stranieri sono stati rimpatriati nei Paesi di origine con voli aerei e scorta della Polizia di Stato: due moldavi, un albanese, un tunisino e un cinese. Quattro persone sono state collocate e trattenute nei Centri di permanenza per il rimpatrio di Bari, Gradisca e Torino (due tunisini, un nigeriano e un indiano), mentre tre hanno lasciato il territorio nazionale con partenza volontaria (due cinesi e un marocchino), in base alle disponibilità assegnate dalla Direzione centrale per l’Immigrazione e la Polizia delle Frontiere del Ministero dell’Interno.
Tra gli interventi più rilevanti figura quello del 19 gennaio, quando l’Ufficio Immigrazione ha eseguito un provvedimento di espulsione con accompagnamento alla frontiera nei confronti di un cittadino albanese di 55 anni, ritenuto socialmente pericoloso. Nei suoi confronti era stata disposta la revoca del permesso di soggiorno a seguito di numerose condanne penali e precedenti di polizia maturati durante la permanenza in Italia.
Gli accertamenti amministrativi hanno evidenziato quattro sentenze di condanna per reati contro la persona e il patrimonio, tra cui resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali, furto in concorso, detenzione e cessione illecita di sostanze stupefacenti, oltre a un tentato furto. Nel luglio 2025 l’uomo era stato inoltre deferito all’autorità giudiziaria per il reato di stalking, per condotte vessatorie e minacciose nei confronti dell’ex compagna e della figlia.
Il ricorso presentato contro la revoca del permesso di soggiorno è stato respinto dal Tar del Veneto, che ha confermato la valutazione di pericolosità sociale adottata dal questore di Padova. Al termine di un periodo di detenzione domiciliare di quattro mesi, il cittadino albanese è stato accompagnato presso l’aeroporto di Treviso e rimpatriato con volo diretto a Tirana, dopo la convalida del provvedimento da parte del Giudice di Pace.
Il 20 gennaio, invece, l’Ufficio Immigrazione ha disposto il trattenimento presso il Cpr di Bari di un cittadino tunisino di 24 anni, richiedente protezione internazionale, ritenuto socialmente pericoloso. Il giovane era stato fermato la sera precedente in via Belzoni dalla Squadra Mobile dopo aver ceduto dosi di hashish a un cittadino italiano e trovato in possesso di ulteriori sostanze stupefacenti. A suo carico risultavano anche precedenti per resistenza a pubblico ufficiale, spaccio di droga e immigrazione clandestina. Dopo il rigetto della domanda di protezione internazionale, è stato accompagnato nel Cpr nel pomeriggio del 20 gennaio.
In data 9 gennaio è stato infine eseguito un provvedimento di espulsione con accompagnamento in frontiera nei confronti di un cittadino moldavo di 25 anni, irregolare sul territorio nazionale e già inottemperante a un precedente ordine di espulsione. L’uomo risultava gravato da numerosi precedenti di polizia per truffa, rapina e reati legati agli stupefacenti, oltre a una condanna a un anno e sei mesi di reclusione per rapina, emessa dal Tribunale di Padova per un episodio avvenuto nel marzo 2025.
Ulteriori segnalazioni all’autorità giudiziaria, risalenti al novembre 2024 e al gennaio 2026, riguardavano reati di maltrattamenti e violenza sessuale ai danni della compagna. L’8 gennaio 2026 la Polizia è intervenuta in via Santa Sofia per una lite domestica, trovando la donna con una lesione al sopracciglio riconducibile a un’aggressione. Alla luce del quadro complessivo e della pericolosità sociale emersa, è stato disposto un nuovo provvedimento di espulsione con accompagnamento immediato alla frontiera.
Dopo la convalida del Giudice di Pace, il cittadino moldavo è stato accompagnato all’aeroporto di Milano Malpensa e rimpatriato con volo diretto a Chisinau, dove è stato consegnato alle autorità moldave.


