Prosegue la lotta alla violenza di genere: la polizia di Stato di Belluno ferma un uomo accusato di stalking nascosto sotto casa dell’ex compagna
Nella giornata di venerdì 9 gennaio la squadra mobile della Questura di Belluno ha fermato un uomo con l’accusa di atti persecutori. L’indagine riguarda un cittadino bellunese di 52 anni che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe perseguitato per mesi l’ex compagna, una donna di origine georgiana di 49 anni, dopo la fine della relazione avvenuta lo scorso settembre. L’uomo non avrebbe accettato la separazione, iniziando a contattarla ripetutamente con telefonate e messaggi sui social network, nel tentativo di riallacciare il rapporto.
Parallelamente, gli appostamenti sotto l’abitazione dove la donna vive e lavora come assistente agli anziani sarebbero diventati quotidiani. Una situazione che ha generato nella vittima un forte stato di paura e disagio, tanto da costringerla a cambiare numero di telefono e a modificare le proprie abitudini di vita, evitando di uscire da sola per timore di incontrarlo.
Le dichiarazioni rese dalla donna e da persone a lei vicine hanno permesso alla squadra mobile di delineare il profilo dell’indagato, già noto alle forze dell’ordine per precedenti reati contro la persona e per una precedente condanna per stalking nei confronti di un’altra vittima.
L’episodio decisivo si è verificato nella mattinata di venerdì, quando la donna, vedendolo nuovamente appostato sotto casa mentre urlava il suo nome, ha chiesto aiuto alla polizia. Gli agenti della squadra mobile e delle volanti sono intervenuti immediatamente, rintracciando e fermando l’uomo nei pressi dell’abitazione.
Arrestato in flagranza di reato, l’uomo è stato inizialmente sottoposto agli arresti domiciliari. Successivamente, l’autorità giudiziaria ha convalidato l’arresto e disposto nei suoi confronti la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla vittima, con l’applicazione del braccialetto elettronico.


