A Venezia il teatro diventa spazio di confronto e riflessione, dove l’ironia graffiante si trasforma in uno strumento potente per interrogare il pubblico sulla violenza e sulle sue radici culturali
Affrontare la violenza di genere resta una necessità urgente e continua. Farlo attraverso l’ironia, capace di disarmare e al tempo stesso di far riflettere, è la cifra del monologo Picchiamoci di Arianna Porcelli Safonov, in scena venerdì 7 febbraio alle ore 19 al Teatro Goldoni di Venezia, nell’ambito di Fuoriserie, il contenitore speciale del Teatro Stabile del Veneto dedicato al “pensare a teatro”.
Con il suo stile diretto e tagliente, l’autrice e performer porta sul palco una riflessione che ribalta i punti di vista: la violenza sulle donne non è un problema delle donne, ma del genere umano. La violenza, qualunque sia il bersaglio – donna, uomo, bambino, migrante o animale – non è contemplabile in una società civile, eppure accompagna da sempre la storia dell’umanità, diventando una lingua universale, la più parlata al mondo.
Picchiamoci si presenta come un incontro teatrale in cui vengono messe sul tavolo tutte le “carte della violenza”. Le parole, dette nel momento giusto e nel modo giusto, diventano lo strumento più potente: capaci di far ridere anche quando non dovrebbero. Ne nasce un racconto volutamente aggressivo, un carnet di storie che costruisce idealmente un ring da pugilato per cercare un punto d’incontro tra i generi, puntando prima al pareggio che alla parità.
Il tema della violenza di genere attraversa anche altri appuntamenti della stagione 2025/2026 del Teatro Stabile del Veneto. Tra questi, la coproduzione internazionale Mirandolina, riscrittura contemporanea e dolorosa della Locandiera di Goldoni, al debutto europeo il 5 febbraio al Teatro Del Monaco di Treviso, e Prima Facie, in scena il 31 marzo al Teatro Verdi di Padova per la rassegna Fuoriserie, un testo di Suzi Miller che affronta il rapporto tra giustizia e violenza di genere.
Arianna Porcello Safonov: una romana per caso

La famiglia del padre arriva in Italia nel 1917. È autrice di libri e testi umoristici per riviste, talk e progetti culturali, oltre che di due monologhi teatrali con cui è in tournée tra Italia e Svizzera per oltre cinquanta date all’anno. I suoi lavori teatrali li porta in scena da sola attraverso progetti stabili come Fiabafobia, Alimentire (dedicato alla bibliografia di Michael Pollan) e Gli sforzi inutili con cui la vita imita l’arte, incentrato sull’arte contemporanea. Scrive inoltre testi inediti per festival culturali, tra cui il Festival della Bellezza, con cui collabora dal 2021.
Laureata in Lettere e Filosofia con indirizzo in storia del costume, ha vissuto a New York e a Madrid e ha lavorato per dieci anni nell’organizzazione di eventi internazionali. Nel 2010 sceglie di lasciare questa professione per dedicarsi interamente alla scrittura. Per Fazi Editore ha pubblicato Fottuta Campagna (2016) e Storie di Matti (2017), affiancando all’attività editoriale collaborazioni con Il Fatto Quotidiano, Touring Club e la rivista letteraria Superlunaria.
Dal 2020 cura una rubrica satirica sul mensile Terranuova, dove affronta temi come biologico e mindfulness attraverso il filtro del paradosso. Ha partecipato con talk inediti a quattro edizioni di TEDx e, dal 2018 al 2022, ha collaborato con l’Università di Pavia con una docenza sulle tecniche di improvvisazione applicate agli ambiti manageriali. Nel 2020 ha scritto e condotto per LaEffe il format televisivo Scappo dalla città, ispirato alla sua scelta di vivere in Appennino.
Nel 2025 ha portato in scena Picchiamoci, monologo contro la violenza del genere umano, e ha presentato due inediti per il Festival della Bellezza: Sussidiario Mistico, al Castello Sforzesco di Milano, dedicato alla crisi della formazione in Italia, e Minotauri contemporanea, al Teatro Romano di Verona, incentrato sulla mitologia riletta alla luce delle derive del presente.
Picchiamoci si inserisce nel cartellone dei Fuoriserie del Teatro Goldoni, una rassegna che porta sul palco divulgazione e approfondimento grazie a voci autorevoli del panorama culturale. Dopo Arianna Porcelli Safonov, il pubblico incontrerà Umberto Curi, Edoardo Prati, Massimo Cacciari e Pietrangelo Buttafuoco, in un percorso che invita a interrogarsi sui grandi temi del presente.


