Cgil Veneto commenta l’ultima morte sul lavoro a Cortina: “Serve regolamentare contratti e appalti per evitare nuove tragedie”
La morte di Pietro Zantonini in un cantiere legato alle opere per le Olimpiadi invernali riaccende il dibattito sulla sicurezza sul lavoro e sulla gestione degli appalti. Un tema che, secondo la Cgil Veneto, non può più essere rinviato, soprattutto in un contesto caratterizzato da grandi eventi e da una complessa catena di affidamenti.
A intervenire è Silvana Fanelli, della segreteria Cgil Veneto con delega alla salute e sicurezza sul lavoro, che punta il dito contro la mancata collaborazione tra istituzioni e organizzazioni sindacali. “La Regione Veneto e gli enti deputati all’organizzazione delle Olimpiadi in questi anni non hanno mai voluto collaborare con le organizzazioni sindacali confederali per garantire la sicurezza nei cantieri, il rispetto dei contratti e regole certe per gli appalti legati agli eventi olimpici”, afferma Fanelli.
Secondo la Cgil, la tragedia di Cortina evidenzia ancora una volta i rischi legati alla deregolamentazione di appalti e subappalti. “Ancora una volta si dimostra che le deregolamentazioni su appalti e subappalti aumentano i rischi per i lavoratori. Pietro Zantonini era impiegato in un subappalto, con turni e modalità lavorative che dovranno essere verificate dagli organi che stanno indagando su quanto avvenuto”, sottolinea Fanelli, ribadendo l’urgenza di “intervenire per regolamentare i contratti, ridurre i rischi e impedire che la logica del massimo profitto metta a repentaglio la vita delle persone”.
Sul tema interviene anche Michele Carpinetti, segretario generale Filcams Cgil Veneto, che allarga lo sguardo alle numerose figure professionali coinvolte nei grandi eventi. “Quando si organizzano importanti eventi come le Olimpiadi invernali non si pensa alle centinaia di lavoratrici e lavoratori che operano in servizi fondamentali come la vigilanza, la ristorazione e il pulimento”, osserva Carpinetti.
Secondo il sindacato, si tratta di professionalità indispensabili che portano valore aggiunto a un sistema di imprese che operano all’interno dello stesso appalto, ma che troppo spesso affrontano separatamente le questioni legate alla sicurezza e alle condizioni di lavoro. Da qui la proposta della contrattazione preventiva di sito o di filiera, uno strumento per valutare in anticipo le criticità, analizzare i fattori di rischio e garantire condizioni contrattuali e salariali adeguate.
“Questi lavoratori non possono essere figure fantasma, ma protagonisti fondamentali”, conclude Carpinetti, rivolgendosi alla politica affinché si faccia carico fin da subito di questa esigenza e non la dimentichi al momento dell’avvio della grande manifestazione sportiva.


