Il consigliere del PD commenta i dati del report Istat: “Il benessere non si misura con la propaganda, ma con la capacità di garantire mobilità accessibile, connessioni moderne e uno sviluppo equilibrato. Ora serve un cambio di rotta”
“I dati del report BesT dell’Istat, fotografano con chiarezza ciò che denunciamo da anni in Commissione: il Veneto sta perdendo competitività perché non investe in modo serio e strutturale sulle infrastrutture, non solo fisiche ma anche digitali, sull’efficientamento del trasporto pubblico locale e su un reale stop alla cementificazione”. E’ la critica che arriva da Jonatan Montanariello, consigliere regionale del Partito Democratico, nel commentare l’analisi Istat, che evidenzia le criticità della regione su mobilità, infrastrutture e consumo di suolo.
I dati del report
“Nell’ultimo anno disponibile, sui 60 indicatori analizzati, 28 valori regionali collocano il Veneto in vantaggio, ovvero su livelli di benessere significativamente superiori alla media nazionale, mentre 12 segnalano posizioni di svantaggio – si legge sul sito dell’Istituto Nazionale di Statistica –. In tutte le sette province venete gli indicatori in vantaggio prevalgono però su quelli in svantaggio”.
“Confrontando i domini del Benessere, si osserva una maggior concentrazione di posizioni di svantaggio nel dominio Paesaggio e patrimonio culturale, con un ampio divario tra Venezia e le altre province venete in relazione alla densità e rilevanza del patrimonio museale e alla densità di verde storico – continua l’Istat –. Numerosi gli indicatori in svantaggio anche nel dominio Ambiente, soprattutto per l’impermeabilizzazione del suolo da copertura artificiale e per le aree protette, dove la maggior parte delle province presentano valori peggiori rispetto alla media-Italia”.
I numeri in svantaggio
La regione presenta un’elevata impermeabilizzazione del suolo da copertura artificiale, con l’11,86% nel 2023 (4,70 punti percentuali sopra la media-Italia e 3,48 in più del Nord-est). Tutte le province hanno valori superiori al valore nazionale, tranne Belluno (2,84%).
Nel 2023 le concentrazioni medie annue di PM10 e PM2,5 hanno superato i limiti definiti dall’OMS per la protezione della salute umana in tutti i capoluoghi di provincia del Veneto, tranne Belluno, che per le PM10 si ferma al limite.
L’Istat riferisce anche che l’offerta di trasporto pubblico locale (Tpl) nei comuni capoluogo veneti nel 2023 è inferiore a quella nazionale (4.623 posti-km per abitante) e del Nord-est (3.781), tranne a Venezia (10.522), che traina il dato regionale (5.144). Padova (4.481) è l’unico capoluogo in cui l’indicatore cresce rispetto al 2019, avvicinandosi alla media-Italia.
Montanariello: “Il benessere non si misura con la propaganda”
“Per anni abbiamo ribadito in Commissione che senza un sistema di trasporto pubblico locale efficiente, senza infrastrutture digitali adeguate e senza una politica chiara di contenimento del consumo di suolo, il Veneto avrebbe progressivamente rallentato la propria crescita economica e sociale – afferma Montanariello – . Queste posizioni sono state a lungo negate o minimizzate. Oggi i numeri certificano che avevamo ragione. Il report Istat evidenzia come l’offerta di trasporto pubblico locale nei capoluoghi veneti sia inferiore sia alla media nazionale, sia a quella del Nord Est, con forti squilibri territoriali e aree interne sempre più penalizzate”.
“A questo quadro già critico – incalza Montanariello – si aggiunge un’ulteriore aggravante: solo pochi giorni fa la Regione ha aumentato il costo del trasporto pubblico locale, scaricando ancora una volta sui cittadini il peso di un sistema inefficiente invece di migliorarne qualità, frequenze e integrazione. È una scelta miope che allontana le persone dal trasporto pubblico e va nella direzione opposta rispetto agli obiettivi di sostenibilità e competitività”.
“Sul fronte ambientale e territoriale, è utile evidenziare quanto segue: i dati Istat certificano un livello di impermeabilizzazione del suolo tra i più alti d’Italia – incalza il consigliere dem– . La cementificazione continua in modo selvaggio, spesso con il compiacimento della Regione Veneto, che anziché governare il territorio produce leggi di stampo privatistico e divisivo, favorendo nuove colate di cemento invece di tutelare suolo, paesaggio e comunità locali. Il risultato, è un Veneto che isola le aree interne, le priva di infrastrutture fisiche e digitali, aumenta i costi dei servizi essenziali e consuma territorio”.
“Il benessere non si misura con la propaganda, ma con la capacità di garantire mobilità accessibile, connessioni moderne e uno sviluppo equilibrato. I dati Istat – conclude Montanariello – dimostrano che il tempo del negazionismo è finito; ora serve un cambio di rotta”.



