La guerra in Iran rischia di avere pesanti ripercussioni anche sulle tasche delle famiglie veneziane
Secondo le stime dell’Adico, se la guerra in Iran dovesse protrarsi nel tempo, tra luce e gas si potrebbe arrivare a un aumento complessivo di circa 520 euro all’anno. Le prime previsioni indicano infatti un rincaro del 15% per il gas e del 10% per l’energia elettrica. Nel territorio veneziano questo si traduce in circa 50 euro in più a bimestre tra le due bollette, considerando i consumi medi delle famiglie.
Nel lungo periodo l’impatto potrebbe essere ancora più pesante. Le analisi parlano di un possibile aumento del 25% per il gas e intorno al 20% per l’elettricità. In termini concreti, le famiglie veneziane potrebbero pagare fino a 410 euro in più all’anno per il gas e circa 110 euro in più per la luce.
Intanto si registrano già aumenti nei distributori di carburante, in particolare per il diesel. Il monitoraggio effettuato nei distributori di Mestre mostra che rispetto a metà gennaio il prezzo della benzina è cresciuto in media del 6%, con un pieno che costa circa 5 euro in più, mentre il gasolio è salito di circa il 12%, pari a circa 10 euro in più per fare rifornimento.
Il caro energia e carburanti rischia inoltre di riflettersi sul carrello della spesa. Attualmente le famiglie veneziane spendono mediamente circa 520 euro al mese per i prodotti alimentari e, in uno scenario di rincari generalizzati, la spesa al supermercato potrebbe aumentare tra i 30 e i 50 euro mensili. L’associazione dei consumatori invita quindi a prestare attenzione al rischio di speculazioni sui prezzi nelle prime fasi della crisi.
“Come sempre in queste situazioni non è facile effettuare previsioni precise perché la guerra è imprevedibile oltre che terribile – commenta il presidente dell’Adico Carlo Garofolini –. Temiamo però un effetto simile a quello del 2022, quando i prezzi energetici e alimentari schizzarono alle stelle. Speriamo che il conflitto finisca presto e che si torni alla politica della diplomazia e del dialogo”.



