Dalle istituzioni regionali un appello unanime contro odio, discriminazioni e negazionismo nell’81° anniversario della liberazione di Auschwitz
Nel giorno dedicato al ricordo delle vittime dell’Olocausto, l’81° anniversario dell’apertura dei cancelli di Auschwitz, dal Veneto arriva un coro di dichiarazioni che ribadiscono il valore della memoria come strumento civile, educativo e democratico.
Stefani: “Ricordare per scongiurare tragedie già vissute”
Il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, richiama il contesto internazionale segnato da conflitti e tensioni: “Il Giorno della Memoria torna a indicarci l’orrore che può travolgere l’uomo quando si lascia il campo all’odio. Non dimenticare il dramma della Shoà è un debito morale verso milioni di vittime innocenti della follia nazista, ma anche un impegno a scongiurare la riproposizione di tragedie già vissute in passato”.
Stefani partecipa alle celebrazioni nel Ghetto di Venezia, luogo simbolo della storia ebraica veneta:
“Ricordo gli oltre 240 ebrei veneziani deportati, tra cui gli anziani della Casa di Riposo Israelitica, vittime della razzia del 1944. Il richiamo di questi luoghi deve imporre un limite insuperabile a chi, ancora oggi, gioca con accenti di antisemitismo nella contrapposizione politica e ideologica”.
Il presidente sottolinea anche il valore dell’esempio dei “Giusti tra le Nazioni”: “Sessanta veneti hanno salvato centinaia di persone perseguitate. La memoria ci lascia il dovere del ricordo e il senso di responsabilità”.
Mantovan: “La memoria diventi educazione attiva per i giovani”
L’assessore regionale alla Formazione, Istruzione e Cultura, Valeria Mantovan, pone l’accento sul ruolo della scuola:
“Il 27 gennaio non è solo una data simbolica, ma un richiamo vivo alla responsabilità collettiva. La scuola è il luogo dove piantare i semi della conoscenza e del rispetto”.
Mantovan ricorda gli strumenti messi in campo dalla Regione con la legge n. 5/2020: i “Viaggi nella Memoria”, i programmi formativi per scuole ed enti locali, progetti teatrali e ricerche storiche come “Memorie di pietra” dell’ISTREVI, il “Treno degli artisti” della Fondazione Atlantide, iniziative digitali e archivistiche delle Comunità Ebraiche di Venezia e Padova.
“Il nostro impegno è trasmettere questa memoria alle nuove generazioni, affinché riconoscano i pericoli di ogni forma di discriminazione. L’educazione è il nostro strumento più potente. La memoria è il nostro scudo e la nostra responsabilità”.
Zaia: “In Ghetto a Venezia la memoria diventa coscienza, qui nasce il dovere di dire no”
“Essere oggi nel Ghetto di Venezia, insieme ai consiglieri regionali del Veneto, significa assumersi una responsabilità che va oltre la commemorazione. Qui la Memoria non è solo ricordo: è coscienza, è scelta, è impegno morale nel presente”, ha detto il presidente del consiglio regionale del Veneto Luca Zaia, che ha guidato una delegazione di consiglieri regionali alle celebrazioni ufficiali del Giorno della Memoria, al fianco della Comunità Ebraica di Venezia.
“Voglio esprimere, a nome dell’intero Consiglio regionale, un ringraziamento e una vicinanza sincera alla Comunità Ebraica di Venezia – ha affermato Zaia – Ringrazio il presidente Dario Calimani, Rav Alberto Sermoneta, Rabbino Capo della Comunità, tutti gli esponenti e gli amici della comunità ebraica, e anche i ragazzi e le ragazze delle scuole che hanno scelto di essere qui oggi. La loro presenza è il segno più forte che la Memoria è viva e può essere trasmessa al futuro.”
“Il Ghetto di Venezia è un luogo che parla da solo – ha aggiunto Zaia -. Racconta una storia di persecuzione, ma anche di dignità e di resistenza morale. Ci ricorda che la Shoah non è nata all’improvviso, ma è stata preparata dall’indifferenza, dal linguaggio dell’odio, dalla progressiva disumanizzazione dell’altro. Ed è per questo che la Memoria non si esaurisce nel ricordo: vive nella vigilanza quotidiana. Perché l’Olocausto è nato dalla parola, sottovalutata nella sua violenza, diventata miccia e poi contesto della grande tragedia del Novecento”.
“La storia ci affida una responsabilità personale e collettiva: ricordarci che ogni persona, allora come oggi, ha il dovere morale di dire no, quando è chiamata a farlo – ha proseguito Zaia – . No all’antisemitismo, no al razzismo, no a ogni forma di odio, anche a quello che oggi corre veloce e spesso indisturbato nella rete e sul web.”
“Da questo luogo, si leva oggi un monito e un messaggio forte di pace – ha concluso il presidente Zaia –. Una pace che nasce dalla conoscenza quotidiana, dal confronto necessario, dal rispetto, dalla capacità di riconoscere l’altro come essere umano, sempre. Il ‘mai più’ non è uno slogan rituale: è una promessa che va rinnovata ogni giorno, con coerenza, con coraggio, con umanità.”
Sambo (Pd): “Difendere la verità contro odio e disinformazione”
La consigliera regionale Monica Sambo ha partecipato alla commemorazione nel Ghetto di Venezia:
“Un momento di profonda riflessione sul dramma della Shoah. Ricordare non è solo un gesto simbolico, ma una responsabilità collettiva”.
Sambo richiama l’importanza di contrastare ogni forma di negazionismo:
“Custodire la memoria significa difendere la verità, opporsi a chi distorce i fatti, contrastare antisemitismo, razzismo e odio. L’eredità dell’Olocausto impone alle generazioni presenti e future il compito di non dimenticare”.
Morosin (Liga Veneta Repubblica): “La memoria è un ponte tra passato e futuro”
Il consigliere Alessio Morosin sottolinea il valore civile del ricordo: “Il Giorno della Memoria è necessario per custodire il passato, orientare il presente e migliorare il futuro. Ricordare significa assumersi una responsabilità collettiva”.
Morosin richiama anche la storia veneta: “Anche il Veneto ha conosciuto gli orrori della persecuzione nazista. Questa storia ci impone di vigilare e difendere i valori democratici”.
E conclude: “La memoria è il filo che unisce le generazioni. Solo mantenendo viva la consapevolezza possiamo evitare il ripetersi di simili orrori”.
Vianello (Lega): “Emozione fortissima per la celebrazione al Ghetto a Venezia”
“Una emozione fortissima per me, aver partecipato stamattina, assieme alle istituzioni regionali, a Venezia, al Ghetto, alla celebrazione della Giornata della Memoria, istituita 26 anni fa per ricordare la liberazione dei prigionieri di Auschwitz avvenuta il 27 gennaio 1945. Un momento importante di raccoglimento per ricordare le vittime della Shoah e del genocidio perpetrato ai danni di milioni di ebrei. Il Ghetto di Venezia è uno dei luoghi della Memoria più antichi e significativi”. Lo scrive in una nota Roberta Vianello, consigliera regionale di Lega – Liga Veneta.
“A Venezia sono presenti numerose pietre d’inciampo per ricordare le famiglie che sono state deportate. Durante le persecuzioni – ricorda Vianello – furono portati via 254 ebrei e solamente otto di loro rientrarono a Venezia. Gli altri furono sterminati nei campi di concentramento assieme ad altri sei milioni di ebrei. Una pagina terribile della nostra storia europea che non deve più riproporsi. E come hanno ricordato in coro il Presidente della Giunta regionale del Veneto, Alberto Stefani e il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, è necessario salvaguardare la memoria di ciò che è accaduto per poter coltivare una cultura del rispetto reciproco che renda possibile un maggiore inclusione e favorisca la civile convivenza, contrastando ogni possibile negazionismo storico”, conclude Roberta Vianello.



