Domani, 27 gennaio, a Venezia le celebrazioni per la Giornata della Memoria. Zaia: “Mai più antisemitismo, mai più razzismo, mai più persone o popoli ghettizzati, perseguitati, disumanizzati perché considerati ‘altri’”
“La Giornata della Memoria è una responsabilità da onorare con i fatti, non una ricorrenza da calendario”. Lo afferma chiaramente il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, annunciando la partecipazione alle celebrazioni ufficiali del 27 gennaio a Venezia, nel luogo che più di ogni altro racconta la dignità ferita e la resilienza di un popolo: il Ghetto.
Zaia sarà infatti presente alle 10.30 in Ghetto al fianco della Comunità Ebraica per la cerimonia ufficiale. Si terrà poi il breve corteo e, dalle 11.00, la deposizione della corona al Monumento dei Deportati e il momento di raccoglimento che seguirà.
“La Giornata dela Memoria è l’impegno, concreto e quotidiano, a custodire la verità della Shoah e a trasformarla in coscienza civile: perché ciò che è accaduto non possa più accadere – continua Zaia –. Oggi, più che mai, mentre nel mondo – e anche in Europa – soffia il vento di nuove guerre e riaffiorano rigurgiti di odio, la Memoria torna a essere attuale nel senso più duro e necessario: memoria viva, monito impellente contro il male assoluto del razzismo, della violenza razziale, dell’antisemitismo”.
Zaia: “La Memoria serve perché nasca dal cuore un pensiero: mai più“
“Invito tutti a riflettere, in questi giorni. A fermarsi davanti alle pietre d’inciampo. A leggere i nomi, le date di nascita, le date di morte di queste persone assassinate. E a sforzarsi di pensarle nella loro vita di allora e di immaginare i loro volti: lo sguardo dei bambini e delle bambine, dei loro papà e delle loro mamme, trascinati a forza lontano da casa; i nonni, i familiari, che in pochi attimi hanno detto addio per sempre ai propri cari – dichiara il presidente –. Sono storie di dolore immenso che dovremmo avere la capacità di vedere davanti ai nostri occhi. Non per restare prigionieri del passato, ma per comprendere che il dolore – quando viene dimenticato – può tornare. La Memoria serve a questo: a renderci vigili, a renderci umani, perché nasca dal cuore un pensiero: mai più“.
“Il Veneto e l’Italia hanno il dovere di tenere la Memoria alta, con un profilo all’altezza della storia europea e mondiale. Perché la Shoah non appartiene solo al passato: è una lezione universale sulla fragilità della civiltà quando cediamo all’indifferenza, quando normalizziamo parole d’odio, quando tolleriamo l’idea che esistano esseri umani ‘diversi’ e quindi meno degni. La democrazia non è un dato acquisito: si difende ogni giorno con cultura, istituzioni, scuola, comunità – conclude Zaia –. Il monito deve essere ferreo, senza ambiguità: mai più antisemitismo, mai più razzismo, mai più persone o popoli ghettizzati, perseguitati, disumanizzati perché considerati ‘altri’. Mai più. Questa è la promessa che le istituzioni devono rinnovare, insieme ai cittadini, ogni 27 gennaio: non con parole rituali, ma con scelte coerenti, con il rifiuto netto dell’odio, con la difesa della dignità di ogni persona”.


