Adiconsum Venezia accende i riflettori sulla cosiddetta “truffa della ballerina”, un raggiro che nelle ultime settimane sta circolando con insistenza in provincia di Venezia attraverso WhatsApp e altre piattaforme di messaggistica.
Alla sede dell’associazione stanno arrivando numerose segnalazioni di cittadini raggirati o contattati da numeri sospetti, segno di una diffusione in rapido aumento.
Lo schema è sempre lo stesso: la vittima riceve un messaggio da un numero sconosciuto, spesso con prefisso estero, in cui si chiede di votare una presunta ballerina impegnata in un concorso artistico. Talvolta il mittente sostiene che si tratti della figlia o di una conoscente di un amico. Il messaggio invita a cliccare su un link per esprimere la preferenza. In realtà, il collegamento porta a un sito fraudolento che chiede di inserire un codice ricevuto via sms o altri dati personali. Con queste informazioni i truffatori possono impossessarsi dell’account WhatsApp della vittima, accedere ai contatti, inviare nuovi messaggi truffa o tentare estorsioni.

“Attenzione a non cliccare mai su link sospetti ricevuti tramite messaggi – avverte la presidente di Adiconsum Venezia, Jacqueline Temporin Gruer – anche se apparentemente inviati da contatti conosciuti”. La presidente ricorda inoltre di non condividere mai codici di verifica, di verificare l’autenticità del messaggio contattando direttamente la persona coinvolta e di attivare la verifica in due passaggi su WhatsApp. In caso di tentativo di truffa, è fondamentale bloccare il numero e segnalare l’accaduto alla Polizia Postale.
Secondo Adiconsum Venezia, serve aumentare la consapevolezza digitale dei cittadini: basta un attimo di distrazione per mettere a rischio i propri dati e quelli dei propri contatti. «Per chi sospetta di essere vittima di un raggiro – prosegue Temporin Gruer – l’invito è di interrompere ogni contatto, non rispondere ulteriormente ai messaggi, bloccare il numero su WhatsApp e non inviare altro denaro, codici o documenti».
In caso di pagamenti già effettuati, Adiconsum consiglia di contattare immediatamente la banca o l’ente di pagamento, chiedere il richiamo del bonifico e segnalare l’operazione fraudolenta. Per le criptovalute è necessario avvisare subito la piattaforma utilizzata, mentre per le gift card occorre tentare il blocco dei codici tramite l’azienda emittente.
“Serve mettere subito in sicurezza i propri account – aggiunge la presidente – cambiando tutte le password, attivando l’autenticazione a due fattori e monitorando eventuali usi illeciti dei propri documenti personali”. Fondamentale anche sporgere denuncia alla Polizia Postale, ai Carabinieri o alla Polizia di Stato, conservando screenshot delle conversazioni, numeri utilizzati dai truffatori e prove dei pagamenti.
Adiconsum Venezia mette inoltre in guardia dalla cosiddetta “seconda truffa”: finti esperti o agenzie che promettono il recupero delle somme perse chiedendo ulteriori pagamenti. “Nella maggior parte dei casi – sottolinea Temporin Gruer – si tratta di un ulteriore raggiro”. Per assistenza: 041-2905811 o scrivendo a veneto@adiconsum.it.



