Per il Veneto ci sono due date possibili per andare alle elezioni, “ai tecnici il compito di scegliere secondo quale norma stabilire la data”
“La convocazione delle elezioni non c’entra nulla con il terzo mandato. Sostenere che siano collegate significa prendere in giro i cittadini” lo afferma il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia tornando sul tema della data delle prossime elezioni regionali.
“La legge regionale dice che le elezioni si convocano nella finestra primaverile. Questa è la legge regionale, mentre la legge nazionale dice che le elezioni si convocano entro 60 giorni dalla fine del quinto anno di amministrazione” spiega il presidente.
“I nostri tecnici devono chiarire quale delle due leggi va bene – continua Zaia -, visto e considerato che noi abbiamo sta finestra strana a causa del Covid. Quindi scadiamo a settembre 2025 e avremo poi in più i 60 giorni previsti dalla legge nazionale”.
“Giustamente – sostiene il presidente vento – i tecnici dicono che, se le convochiamo in primavera, potrebbe essere che a elezioni fatte qualcuno che le ha perse le impugna e ci fa tornare alle elezioni. E viceversa, se convochiamo in ottobre qualcuno potrebbe dire che avremmo dovuto convocarle in primavera e impugnandole lo stesso e facendoci tornare a votare”.
“A me sembra una roba logica – incalza il presidente – quindi è ovvio che si va a votare, è previsto dalla legge, solo che i tecnici, che hanno tutto il tempo e se lo possono prendere, vogliono una risposta dal Consiglio di Stato rispetto a quale delle due norme va rispettata”.
“L’ipotesi più vicina a noi è l’autunno 2025. Siamo semplicemente ad aprile, immagino che il Consiglio di Stato nel giro di una settimana o al massimo entro i primi di maggio darà una risposta. Da maggio, per convocare le elezioni a ottobre/novembre, perché oltre non si può andare, ci sono tutti i tempi”.
“Non si offenda l’intelligenza di amministratori e cittadini”
“Giustificare il blocco dei mandati dicendo che si devono smantellare centri di potere è inaccettabile ed è un’offesa ad amministratori e cittadini – afferma il presidente del Veneto -, è un’offesa a noi amministratori, perché io ho una carriera di 15 anni di Regione e ce l’ho pulita dal punto di vista giudiziario, ed è un’offesa per i cittadini, che non sono degli idioti“.
“I cittadini – ribadisce Zaia – mandano a casa presidenti di Regione e sindaci in continuazione. Alcuni esempi: Sardegna è andato a casa, Umbria è andato a casa di recente, Sicilia è andato a casa, Calabria è andato a casa, Lazio ha cambiato colore politico, e avanti così, e non sto qui a farvi la lista dei sindaci. Quindi va bene tutto, ma non si offenda“.
Il presidente del Veneto ha evidenziato che “la Corte Costituzionale ha confermato quello che si sapeva. Però è bene che sia chiaro che quei principi ispiratori della legge del 2004 oggi si traducono in un blocco di mandati solo per alcuni governatori“.
Zaia infatti ha ricordato che “6 su 15 possono restare quanto vogliono al loro posto, e lo stesso vale per i sindaci sotto i 15mila abitanti. Io non ce l’ho con gli altri governatori, ci mancherebbe – ha chiarito Zaia -: tifo perché riescano, tifo per il mio amico Fugatti che ha fatto la legge e spero che non gliela impugnino, e tifo per Massimiliano Federiga che è un altro mio amico e spero che riesca anche lui a prorogarsi i mandati. Detto questo, va bene tutto, le leggi si rispettano, ma non si offenda”.
“Fratelli d’Italia è il nostro compagno di viaggio”
Sul prossimo candidato alle regionali in Veneto e sui rapporti con Fratelli d’Italia, Zaia afferma: “Fratelli d’Italia è il nostro compagno di viaggio, e giustamente ogni partito difende il suo consenso, i suoi programmi di sviluppo, le sue idee. Ognuno si muove con autonomia: lo fa Fratelli d’Italia, lo fa Forza Italia, lo farà anche la Lega e questo a me sembra qualcosa di assolutamente non discutibile”.
Il presidente veneto ha rivendicato il suo ruolo di amministratore, lasciando ad altri le decisioni sulle prossime candidature: “Se avessi voluto fare il segretario non avrei fatto l’amministratore. Ognuno deve fare il suo mestiere. Abbiamo il segretario Stefani che si occupa di queste cose e il segretario Salvini a livello nazionale. Io mi fermo qui, è giusto da un lato che si rispettino i ruoli e dall’altro non sprecare tempo a parlare di cose che non c’entrano nulla con la pubblica amministrazione”.
“Penso che il bilancio che io posso portare dal mio mandato sia lungo, chilometrico. Ma dico una cosa sola, consegno un Veneto che ha uno standing, una reputazione e una rispettabilità a livello nazionale e internazionale che prima non aveva“, conclude Zaia.



