La consigliera regionale contro la revisione della Pac, la politica agricola comune 2028-2034: “Aziende a rischio chiusura, serve cambiare rotta”
“Aumento dei costi del 40% a causa dei dazi, e tagli dei pagamenti del 30%: è una situazione disastrosa quella che si prospetta per le aziende agricole del Polesine, se si dovessero concretizzare le previsioni di Confagricoltura Rovigo a seguito dell’aggiornamento della PAC, la Politica Agricola Comune 2028-2034”. Così la consigliera regionale Laura Cestari dell’intergruppo Lega – Liga Veneta, che interviene con una dura presa di posizione contro le scelte della maggioranza europea guidata da Ursula Von der Leyen. “Una situazione insostenibile per tante, troppe aziende del nostro territorio che si troverebbero costrette a chiudere, schiacciate dal peso dei costi. L’Ue torni sui suoi passi e conceda una boccata di aria fresca ai nostri imprenditori agricoli”.

“Negli ultimi anni le sconsiderate politiche agricole europee hanno già messo a dura prova chi, con tanta fatica, cerca di portare avanti un’attività essenziale per il nostro sostentamento, nel rispetto di tutte le norme igienico-sanitarie per cui l’Italia è universalmente riconosciuta. Ora, poi, con il taglio della PAC, rischia di dare il colpo di grazia al settore primario”, ha proseguito Cestari.
“La revisione rischia di avere conseguenze dirette anche sulla catena degli approvvigionamenti – evidenzia – e Ursula Von der Layen, dopo aver mostrato una debolezza negoziale, ora ha l’obbligo di invertire la marcia. Altro quindi che tagli alla PAC: bisogna sostenere il Made in Italy, non affossarlo. Servono risorse fresche per fare in modo che le nostre aziende siano più competitive. Gli americani fanno i loro interessi, Ursula invece non si capisce dove voglia andare a parare”.
“La Lega, invece, una direzione ce l’ha, ed è chiarissima: no tagli al bilancio, sì ai sostegni per i nostri produttori. Come amministratori, non possiamo non schierarci al fianco dei nostri imprenditori agricoli, e ci faremo portavoce del loro grido disperato a Bruxelles; non li lasceremo soli in questa lotta”, ha concluso.



