Moltissimi delegati della Cisl Veneto si sono riuniti stamattina per un confronto con i candidati alla presidenza della Regione
Oltre cinquecento delegati della Cisl Veneto (Confederazione italiana sindacati lavoratori) si sono riuniti questa mattina a Padova per incontrare i candidati alla presidenza della Regione dei due principali schieramenti politici: Giovanni Manildo per il centrosinistra e Alberto Stefani per il centrodestra.
L’assemblea ha offerto un confronto aperto e approfondito, nel quale il sindacato ha illustrato le proprie proposte e sollecitato un maggiore ascolto da parte della politica. “I due candidati hanno ascoltato le nostre istanze, sintetizzate nei dieci punti del ‘Manifesto Cisl Veneto’, che delineano le linee per un futuro di lavoro, sviluppo e tutele sociali”, ha dichiarato il segretario generale della CislI Veneto Massimiliano Paglini.
Tra le priorità indicate dal sindacato figurano lavoro stabile e sicuro, rafforzamento delle tutele sociosanitarie, potenziamento dei trasporti, politiche abitative più strutturate, inclusione dei migranti, partecipazione e democrazia economica, oltre al sostegno alle imprese impegnate nelle transizioni sostenibile e digitale.
Paglini ha sottolineato l’importanza di politiche lungimiranti e investimenti mirati per rigenerare le energie e i talenti che hanno reso il Veneto un motore di innovazione e occupazione. Tra gli impegni assunti dai candidati, particolare rilievo ha avuto la proposta della costituzione di un consiglio regionale dell’economia, luogo di confronto e coprogettazione tra istituzioni, mondo del lavoro e società civile.
“Il confronto è stato costruttivo e la disponibilità dichiarata a lavorare insieme ci conforta – ha aggiunto Paglini -. Tuttavia, continueremo a presidiare e a misurare la concreta attuazione degli impegni assunti oggi davanti alla nostra assemblea“.
Riguardo al rischio di alto astensionismo, Paglini ha rivolto un appello diretto ai cittadini veneti. “Il voto è il primo strumento per esercitare i propri diritti. Partecipare significa contribuire in modo responsabile a scrivere il futuro del Veneto”.
Manildo: “Con la Cisl per un Veneto che crea futuro”
“Il documento della CislI Veneto è lucido e coraggioso. Come ha detto il segretario Paglini, è urgente imprimere una svolta decisa per risvegliare dalla quiescenza questo territorio. Credo che sia arrivato il momento di farlo davvero”. Con queste parole Giovanni Manildo, candidato presidente del Veneto per la coalizione di centrosinistra, è intervenuto al confronto di questa mattina.
Manildo ha evidenziato la sintonia con le proposte del sindacato, sottolineando la necessità di un nuovo metodo di governo basato su partecipazione, ascolto e coprogettazione. “Il Veneto è una regione straordinaria ma affaticata – ha dichiarato il candidato –: produttività ferma, giovani che partono, famiglie in difficoltà, sanità in sofferenza. Serve un metodo nuovo, fondato su dialogo e responsabilità condivisa”.
Il candidato ha presentato due strumenti centrali del suo programma: un consiglio regionale dell’economia, come cabina di regia tra politica e parti sociali, e una serie di tavoli tematici permanenti su lavoro, sanità, formazione, mobilità e casa. Al centro del suo intervento, le “sette mosse per creare futuro“, piano strategico che integra sviluppo e qualità della vita: lavoro e giovani, sanità pubblica, casa, mobilità sostenibile, energia e territorio, formazione e innovazione, coesione sociale.
“Non credo nella politica degli annunci, ma in quella delle alleanze civili: unire le competenze del Veneto per costruire insieme il futuro”, ha aggiunto Manildo. Tra le sue proposte figura il contratto d’ingresso per giovani e imprese, con borse regionali da 500 a 600 euro mensili per i primi due anni di lavoro, per trattenere i talenti e rafforzare la competitività. Centrale anche la riforma della sanità pubblica, che prevede un assessore tecnico alla Salute, un piano di assunzioni straordinarie, il rafforzamento della rete territoriale, la riforma delle Ipab e il riconoscimento dei caregiver.
Tra le priorità anche la mobilità sostenibile, con il rilancio del sistema ferroviario metropolitano regionale, e un piano straordinario per la casa che punti al recupero del patrimonio sfitto e a canoni accessibili. In ambito ambientale, Manildo ha proposto l’obiettivo “1 kilowatt per abitante“, pari a cinque gigawatt da fonti rinnovabili entro il 2030, e la creazione di comunità energetiche diffuse per cittadini, imprese e comuni.
Nel suo intervento finale, il candidato ha tracciato la differenza con il centrodestra. “Chi oggi promette ciò che non è stato fatto in quindici anni dimostra che serve davvero un cambiamento. O si difende l’esistente, o si ammette che serve cambiare passo. E allora servono scelte nuove, metodo nuovo e responsabilità condivise”, ha concluso Manildo.



