Primo mese di campagna elettorale per Giovanni Manildo: “C’è un Veneto che non si riconosce nella rassegnazione e nelle polemiche partitiche: con questo Veneto che stiamo camminando insieme”
Giovanni Manildo festeggia il primo mese di campagna elettorale: il candidato presidente del Veneto per la coalizione di centrosinistra, traccia dunque un bilancio di queste prime settimane di corsa alla presidenza, condividendo osservazioni e percezioni.
“C’è un Veneto che non si riconosce nella rassegnazione e nelle polemiche partitiche – afferma Manildo –. Un Veneto che ha voglia di andare oltre, ma che sa che per costruire futuro oggi servono scelte coraggiose. È a questo Veneto che ci rivolgiamo, ed è con questo Veneto che stiamo camminando insieme“.
Dalla partenza con i giovani dall’Università di Padova, dal discorso di lancio al Parco degli Alberi Parlanti di Treviso fino ai tanti incontri in ogni provincia, è stato un mese “di ascolto autentico, di confronto sincero, di parole e sguardi che chiedono risposte e di mani che si stringono per costruirle – sottolinea Manildo – . In attesa di confrontarci anche con il candidato del centrodestra, quando le segreterie dei partiti a Roma si saranno accordate“.
Manildo: “I veneti non chiedono miracoli, ma chiarezza, responsabilità e serietà”
“Avevamo promesso che saremmo andati oltre i luoghi e i linguaggi della politica tradizionale. Senza perdere tempo in polemiche sul passato, ma dicendo le cose come stanno. E lo stiamo facendo – prosegue il candidato presidente – . Abbiamo incontrato studenti e lavoratori, medici e insegnanti, piccoli imprenditori e operatori culturali, cittadini preoccupati per il presente e famiglie che faticano a immaginare il futuro. Abbiamo toccato con mano le grandi questioni che attraversano la nostra regione: dalla sanità che non garantisce più, alle difficoltà del lavoro, dal caro-casa alla sicurezza, dalla mobilità pubblica ferma da anni, fino alla solitudine crescente di chi invecchia e alla sfiducia che colpisce soprattutto i più giovani”.
A emergere, però, non è solo un elenco di problemi: in Veneto c’è di più. “Quello che ho trovato è un’energia diffusa, una voglia vera di cambiamento, un desiderio profondo di sentirsi parte di una nuova stagione, di costruire di nuovo futuro, di andare oltre – racconta Manildo –. I veneti non chiedono miracoli, ma chiarezza, responsabilità e serietà. La narrazione del “va tutto bene” non è reale, e anzi rischia di essere offensiva verso chi vive ogni giorno i limiti di un sistema che non risponde più alle nuove domande sociali“.
Autonomia: “Non un totem agitato per alimentare identità di parte, ma un’idea responsabile e costituzionale”
Tanti i temi trattati nel corso di questi trenta giorni: dalla sanità pubblica alla mancanza di sicurezza sul lavoro, dalla carenza di investimenti nelle energie rinnovabili alle difficoltà delle famiglie di fronte a case di riposo sempre più care. “Temi reali, concreti che ci impongono di cambiare paradigma, non solo ricette”, sostiene Manildo.
Ma tra i pilastri che la coalizione sta costruendo c’è anche una nuova visione dell’autonomia. “Non un totem agitato per alimentare identità di parte, ma un’idea responsabile e costituzionale, che serva a dare più strumenti alla nostra Regione per migliorare davvero la vita delle persone – afferma il candidato di centrosinistra –. Una prospettiva operativa e concreta, non slogan vuoti. Di slogan e promesse roboanti sull’autonomia, come quelli sentiti negli ultimi dieci anni e mai diventati realtà, i veneti non sanno che farsene“.
“Il nostro è prima di tutto un percorso, fatto di ascolto, passione e condivisione. Chi vuole bene al Veneto oggi deve avere il coraggio di guardarlo in faccia, di riconoscerne le fatiche e di reagire – conclude Manildo – . Noi ci siamo, con una squadra che cresce ogni giorno, con idee nuove e con l’orgoglio di voler costruire, non dividere. Una squadra capace di andare oltre. Insieme”.


