Il candidato consigliere più giovane del Veneto si rivolge ai giovani: “Non possiamo più ignorare ciò che chiedono“
Diciott’anni appena e tante buone idee per migliorare il Veneto: Alessandro Gianesini, candidato più giovane di questa campagna elettorale e in corsa con Popolari per il Veneto, si appresta ora a concludere il suo percorso di questi mesi, con un messaggio importante rivolto soprattutto ai giovani come lui.
Gianesini: “Non mesi di foto e strette di mano, ma di ascolto”
“Siamo arrivati alla fine di questa campagna e una cosa voglio dirla senza giri di parole: i giovani hanno parlato chiaro. E io li ho ascoltati, uno per uno – afferma Gianesini -. Non ho passato mesi a collezionare foto o strette di mano. Ho passato mesi ad ascoltare problemi veri, vissuti concreti, urgenze quotidiane“.
“Mi hanno parlato dei trasporti che non funzionano: autobus che saltano, corse affollate, orari impossibili. Non chiedono la luna: chiedono solo di poter andare a scuola senza vivere ogni mattina come una scommessa – continua il candidato di Campodarsego -. Mi hanno parlato della mancanza di spazi. Non quelli belli per le brochure, ma spazi veri: aperti, accessibili, vivi. Luoghi dove studiare, progettare, crescere, stare insieme. Si accusa spesso i giovani di non partecipare. Ma come si può partecipare se non esiste nemmeno un luogo per farlo?“.
“Poi c’è il tema del futuro – aggiunge Alessandro Gianesini –. Troppi ragazzi si sentono abbandonati di fronte a scelte decisive: scuola, formazione, lavoro. Manca una guida, mancano percorsi chiari, mancano strumenti. E questo pesa, come un macigno. Il benessere psicologico è uno dei temi più forti che sono emersi. Non è un tabù. Non è un problema di pochi. È una realtà quotidiana. Eppure i servizi sono pochi, lenti, difficili da raggiungere. C’è chi ha bisogno di aiuto oggi, non tra mesi. Anche sul digitale i giovani sono lasciati soli. Vivono online tanto quanto offline, ma nessuno li prepara davvero a muoversi in uno spazio pieno di rischi, pressioni, responsabilità. E se ne parla solo quando scoppia un caso”.
Gianesini: “Questa generazione è stanca di essere trattata come una parentesi. Vuole — e ha il diritto — di essere parte del discorso principale”.
“Perché parlo così? Perché questa campagna non l’ho fatta per i giovani. L’ho fatta con i giovani. E quando ascolti davvero, non puoi più permetterti parole morbide o frasi di circostanza – sottolinea il candidato più giovane del Veneto -. Questa generazione è stanca di essere trattata come una parentesi. Vuole — e ha il diritto — di essere parte del discorso principale. Alla fine di questo percorso, una cosa è certa: non possiamo più ignorare ciò che i giovani chiedono. Meritano trasporti che funzionano, spazi dove crescere, strumenti per scegliere il proprio futuro, supporto quando serve e una vera preparazione alla vita digitale.
Non privilegi. Non eccezioni. Solo ciò che è giusto”.
E conclude: “A tutti quelli che in questi mesi hanno deciso di parlarmi, dico solo una cosa: le vostre parole non resteranno chiuse in questa campagna. Le porterò con me, ogni giorno. E continueranno a guidare ogni passo del mio impegno”.


