De Poli: “La politica deve lavorare per uscire dai palazzi e tornare ad ascoltare e a confrontarsi con i cittadini”
“Meno social, più presenza nei territori, meno intelligenza artificiale e maggiore vicinanza fra chi amministra e chi viene amministrato”. È la visione del senatore e segretario nazionale UDC, Antonio De Poli, che guarda alla campagna elettorale delle regionali in Veneto, chiamato alle urne il prossimo 23 e 24 novembre.
“A maggior ragione in queste settimane di intensa campagna elettorale, andando in giro in Veneto e confrontandomi con i cittadini in tutte le province, si sta rafforzando la mia idea sul ‘futuro’ della politica“, spiega De Poli. Una politica fatta appunto di più presenza tra le persone e meno social.
“Questo è quanto ci chiedono i cittadini – continua il senatore -. Nella stragrande maggioranza dei casi, purtroppo, in pochi conoscono i nomi e cognomi dei consiglieri regionali della propria provincia. Tutto questo ci dice che la politica deve lavorare per uscire dai palazzi e tornare ad ascoltare e a confrontarsi con i cittadini”.
“Questo è il linguaggio dell’UDC per combattere il fenomeno dell’astensionismo e convincere gli elettori delusi a recarsi alle urne – conclude De Poli -. Questo è il nostro Dna culturale e politico che mettiamo a disposizione del Veneto con la squadra dei nostri candidati UDC a sostegno di Alberto Stefani presidente”.



