Presentata mozione per la definizione di piani mirati di prevenzione per stress da calore, serve tutelare i lavoratori contro caldo estremo
“Le temperature torride che si stanno registrando anche in Veneto non rappresentano una semplice emergenza ma sono la conseguenza di cambiamenti climatici che trasformano in una costante queste condizioni meteo” lo annuncia la capogruppo del Partito democratico in consiglio regionale del Veneto Vanessa Camani.
“Comprendiamo le apprensioni – aggiunge la capogruppo – delle imprese e condividiamo l’idea che non siano sufficienti gli interventi emergenziali e a spot, ma che serva invece una pianificazione generale, concordata e condivisa. Per questo motivo, abbiamo deciso di presentare una Mozione, sottoscritta anche dalle colleghe Luisetto, Zottis e Bigon, con la quale chiediamo alla giunta regionale un maggior impegno e misure e piani mirati di prevenzione a questo dedicati”.
La mozione presentata individua nel dettaglio tre azioni: “Definire una misura strutturale attraverso il confronto tra le parti – spiega Camani -, affinché una volta raggiunti i parametri identificativi della situazione di caldo estremo, ne consegua l’emissione immediata dell’ordinanza di sospensione delle attività lavorative”.
La seconda azione riguarda il “valutare la possibilità di elaborare un piano mirato di prevenzione specifica, inerente lo stress da calore, in particolare nel settore agricolo e florovivaistico, nonché nei cantieri edili all’aperto e nelle cave, al fine di promuovere la sistematizzazione e la diffusione di misure di contrasto ai rischi derivanti da esposizione prolungata al sole”, aggiunge la capogruppo dem.
Infine, prosegue la capogruppo, “farsi parte attiva presso il parlamento e il governo perché si provveda urgentemente alla predisposizione di misure aggiuntive di integrazione salariale per le lavoratrici e i lavoratori costretti a sospendere l’attività lavorativa”.
“È necessario introdurre, in situazioni di caldo estremo, regole di prevenzione e tutela ben calibrate, e non frutto di decisioni improvvisate – conclude Camani – A questo, si deve giungere attraverso il confronto tra le diverse parti, istituzionali, datoriali e sindacali. Anche per non generare situazioni squilibrate che possono arrecare, senza adeguate le protezioni, un danno economico sia ai lavoratori che alle imprese”.



