Il candidato del centrosinistra Giovanni Manildo propone assessorati strategici, salario d’ingresso per i giovani e politiche per aree interne
Giovanni Manildo, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Veneto, ha incontrato i vertici di Confartigianato Imprese Veneto. Durante l’incontro il candidato ha presentato le proposte di governo e ascoltare le istanze del mondo artigiano. Il candidato ha criticato la gestione del Veneto definita “autoreferenziale” e ha sottolineato la necessità di un governo partecipato, capace di valorizzare i corpi intermedi.
“Basta con il Veneto autoreferenziale. Serve un governo partecipato, capace di ascoltare chi fa vivere il territorio, corpi intermedi abbiano un ruolo vero e non solo consultivo“, ha spiegato Manildo.
Tra le proposte illustrate, la creazione di un assessorato alla partecipazione per garantire un dialogo stabile con categorie economiche, enti locali e terzo settore. Ancora, un assessorato alle aree interne, volto a rafforzare l’attenzione alle zone montane e rurali, superando la frammentazione degli assessorati tematici. Il candidato ha inoltre proposto l’affidamento degli assessorati a figure tecniche, senza “casacche politiche”, per portare competenze e visione di sistema nella macchina regionale.
Sul fronte sociale e del welfare, Manildo ha ribadito l’importanza di una sanità pubblica efficiente, con una forte regia regionale. Ha inoltre chiesto di riportare al 5% la quota di spesa sanitaria regionale dedicata alla salute mentale, oggi ferma al 2,8%, e di potenziare la prevenzione e l’accesso ai servizi territoriali.
L’incontro ha affrontato anche temi economici e infrastrutturali. Manildo ha proposto un salario di ingresso per i giovani da integrare nei contratti di apprendistato, una riforma condivisa dell’IRAP e un piano di efficientamento energetico del patrimonio pubblico. Ha rilanciato una legge per la rigenerazione urbana e la mobilità sostenibile, con un sistema ferroviario metropolitano di superficie e biglietto unico integrato.
“Quando mi sono candidato ho detto che dobbiamo passare dal Veneto di uno al Veneto di tutti – ha aggiunto Manildo –. L’ossessiva attenzione del presidente Zaia al proprio consenso personale non ha permesso di fare scelte coraggiose per far crescere il territorio”.
Il candidato ha poi risposto alle sollecitazioni territoriali, toccando temi specifici come il basso Polesine, l’autonomia regionale, il potenziamento di Veneto Sviluppo, la formazione dei lavoratori stranieri, e le politiche energetiche su nucleare e fonti rinnovabili. Ha sottolineato la necessità di conciliare incentivi alle fonti energetiche rinnovabili con le esigenze paesaggistiche e ambientali, proponendo gare pubbliche per superare il monopolio di Enel nella distribuzione.
Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto, ha ringraziato il candidato per la disponibilità: “Abbiamo trovato un interlocutore attento e pragmatico. Le piccole imprese sono il motore dello sviluppo e hanno bisogno di un vero piano industriale”.



