Nuovo appuntamento della campagna elettorale di Manildo per le elezioni in Veneto sul tema dei giovani nel mondo del lavoro
Oggi a Mestre, davanti al Campus Ca’ Foscari, il candidato alla presidenza della Regione del Veneto per il centrosinistra Giovanni Manildo ha tenuto un incontro. Il tema centrale è stato il lavoro, in particolare legato ai giovani, ovvero la prima delle “7 mosse per il Veneto futuro”, le sette azioni strategiche al centro del programma elettorale.
“Dobbiamo rendere il Veneto un luogo dove valga la pena restare, lavorare, costruire una famiglia e il proprio futuro – ha esordito Manildo -. Per questo lanceremo un contratto d’ingresso per i giovani, uno strumento concreto per dare valore al lavoro, favorire l’autonomia e contrastare la fuga di talenti“.
L’idea prevede borse di accompagnamento regionali per integrare gli stipendi dei giovani assunti: 500 euro mensili per gli apprendisti degli Its e 600 euro per i neolaureati magistrali nel primo biennio lavorativo.
“Con un fondo regionale di 35 milioni di euro – ha spiegato Manildo – possiamo finanziare 5mila borse ogni anno, partendo dalle piccole imprese. Altre risorse potranno arrivare da Camere di Commercio, fondazioni, enti bilaterali, imprese medie e grandi”. Si tratta di una misura che permetterebbe ad un neolaureato di passare da una retribuzione media di 1.488 euro a circa 2mila.
Secondo Manildo, “questa è la risposta giusta a un dato drammatico”. Nel 2024 infatti, oltre 16mila veneti si sono trasferiti all’estero, metà dei quali tra i 18 e i 39 anni. “In vent’anni il numero di chi se ne va si è moltiplicato per dieci – ha spiegato il candidato -. È una ferita sociale, economica e culturale che va sanata con politiche nuove e coraggiose”.
Il “contratto d’ingresso” si inserisce però in una strategia più ampia di rilancio per giovani, famiglie e natalità, che unisce misure economiche e sociali in un’unica visione. “Per trattenere i nostri ragazzi e incoraggiare nuove famiglie – ha continuato Manildo – servono politiche integrate. Oltre al contratto d’ingresso, un grande piano casa per giovani e lavoratori, con alloggi accessibili e canoni calmierati; agevolazioni forti per il trasporto pubblico, che rendano più semplice studiare o lavorare senza dipendere dall’auto privata”.
Inoltre, Manildo ha proposto, sul modello di quanto già sperimentato a Vicenza, “nidi progressivamente gratuiti, perché la natalità si sostiene con servizi reali, non con slogan. Tutto questo dentro un contesto di sanità pubblica forte, diritto universale e presidio di qualità della vita“.
“Competitività significa anche benessere, fiducia e sicurezza – ha concludso Manildo –. Se i giovani vedono un futuro possibile qui, anche le famiglie e le imprese possono tornare a crescere. È questo il senso profondo del nostro programma: creare futuro, con una regione che accompagna, sostiene, genera opportunità“.


