Da Cisl Veneto l’augurio di buon lavoro al nuovo presidente Alberto Stefani e la conferma a volere collaborare per costruire assieme il futuro del Veneto
L’augurio di buon lavoro al nuovo presidente della Regione del Veneto Alberto Stefani e ai nuovi consiglieri arriva anche da Cisl Veneto. “Avete la grande responsabilità di rappresentare i cittadini e le cittadine del Veneto in una fase storica di grande importanza e delicatezza – dichiara Massimiliano Paglini, segretario generale di Cisl Veneto –. Ad architrave ci auguriamo sarà posta una visione partecipativa delle relazioni tra tutti i soggetti portatori di interesse, perché la nostra regione possa tornare ad essere modello di riferimento secondo le migliori tradizioni che l’hanno vista esplorare nuove vie e nuovi strumenti in molti ambiti dal sociale all’economia, al lavoro“.
“Cisl Veneto rinnova la propria disponibilità a lavorare assieme al nuovo presidente Stefani, e alla nuova Giunta, ma anche con le forze di opposizione – aggiunge ancora Paglini –. Troverete sempre in Cisl un interlocutore aperto al confronto e al dialogo, nella misura in cui vi sarà convergenza di progettazione e programmazione per far riemergere e riattivare tutte le potenzialità e le migliori energie del territorio, far crescere l’economia, tutelare il lavoro, rispondere ai bisogni di welfare delle persone“.
Cisl Veneto invita inoltre ad una riflessione che guarda al dato allarmante di disaffezione e indifferenza della maggioranza dei cittadini del Veneto. “L’alto tasso di astensionismo, in queste come nelle precedenti tornate, assimila il Veneto al resto del Paese – aggiunge Pagliani -, ed è sintomatico dell’indifferenza che i cittadini riservano a quello che dovrebbe essere il più alto dei doveri, l’esercizio democratico del voto“.
“Il messaggio è forte e chiaro, oltre che silenzioso: la impellente, non più rinviabile necessità di ricostruire la dimensione partecipativa delle persone alla vita sociale delle comunità, dei territori, dei luoghi di lavoro, partendo dall’ascolto per dare risposte concrete ai bisogni. Solo così potremo auspicare di rigenerare la partecipazione democratica al voto, ovvero alla scelta di chi deve rappresentare ciascuno di noi nel governo delle istituzioni”, conclude Paglini.



